Non paghi di leggere - The Disney trap atto secondo

Imperdibile il video su youtube di Monica Mazzitelli contro il prestito a pagamento in biblioteca. Una Pippi calzelunghe più autonoma che mai, guida i suoi amici libri (54 di Wu Ming, Blonde della Oates, Don Chisciotte, Amleto e tanti altri) verso la libertà…. di noi lettori. L’animazione è notevole e spassosissima, Monica Mazzitelli, con i tacchi a spillo per aria ed i capelli viola, se / ve / me la gioca proprio bene. Chi si fosse perso la puntata precedente può guardare il primo atto: The Disney Trap: How Copyright Steals our Stories.

Gli ultimi libri che ho preso in biblioteca pochi giorni fa sono di Giulio coniglio e della Pimpa con mia figlia, un’infanzia felice… per ora.

Silvano Agosti a Damasco

Silvano Agosti oltre ad essere regista gestisce anche il cinema Azzurro Scipioni a Roma, è l’autore di "Lettere dalla kirghisia", noto ora che il mio cognome è un diminutivo del suo, il mio nome ha solo una lettera in meno ed inizia con Si. Le analogie tra me e lui purtroppo :-) finiscono qui, ma è un piacere ascoltare la sua visione del mondo, tanto semplice e meravigliosa che solo un bimbo di 4 o 5 anni potrebbe aderirvi senza ripensamenti o preconcetti.

Damasco è una interessante trasmissione radiofonica nella quale, per una settimana circa, l’ospite descrive i libri che lo hanno folgorato sulla via di Damasco, appunto.

Le puntate di Agosti sono ancora scaricabili qui, eventualmente rintracciabili qui. Consiglio di ascoltare in streaming anche Eugenio Finardi cantante nato dentro uno strumento musicale!

 

Diavolo di un Ronchi

Non si accontenta di tenere un blog politico seguitissimo, non di mera facciata; ora mi si è tuffato anche nell’impresa della sinistra arcobaleno.

Inoltre a Forlì il 19 di Febbraio presso la Sala Luciano Lama della CGIL in via Pelacano 7 alle ore 21 si terrà un incontro pubblico sul tema dell’Unità della Sinistra - Per ridare valore e forza ai nostri principi: uguaglianza, giustizia, libertà, pace, lavoro, ambiente, laicità dello Stato.

Se posso ci andrò anche per salutare il direttore de Il Manifesto Gabriele Polo.

 

Per un’informazione consapevole e responsabile. Come la politica, l’economia e la psicologia plasmano i media

Il tema dell’informazione è uno degli aspetti cruciali della nostra società: i suoi cambiamenti nel corso degli anni, i tentativi del potere politico ed economico per condizionarla, i meccanismi psicologici, la formazione del consenso, la percezione della sicurezza derivante dalle modalità di diffusione della informazione.

Terzo incontro: Martedì 29 gennaio 2008 - ore 21,00
Sala Banca di Forlì - Via Bruni, 2 - Forlì
INFORMATI, DISINFORMATI O INGANNATI?
Il ruolo dell’informazione alternativa.
Relatori: Padre Ottavio Raimondi - Marco Trotta (EMI - Bologna)
Alessandro Rondoni - (Il Momento)
Conduce: Raoul Mosconi - presidente Acli Forlì-Cesena

maggiori info

 

Maurizio Viroli e la Costituzione Italiana

Maurizio Viroli è il miglior rappresentante della Costituzione Italiana che io conosca, oltretutto è di Forlì, lo ritengo il mio più illustre concittadino.

Professore di Teoria Politica all’Università di Princeton nel New Jersey (Stati Uniti), editorialista del quotidiano la Stampa, cultore e profondo conoscitore del Machiavelli, tra i suoi libri spicca "Dialogo intorno alla Repubblica" a due mani con con Norberto Bobbio.
Recentemente a Rimini ho partecipato ad una sua conferenza sui principi costituzionali dell’attività amministrativa; di seguito riporto, alcuni brevi appunti personali in merito.

La Costituzione è una bibbia civile, degna di devozione. E’ nata grazie a uomini e donne che si basavano esclusivamente su principi morali e non su interessi particolari. E’ l’opposto del fascismo, ogni articolo è nato come alternativa agli errori/orrori del fascismo.

Per approfondire le radici della Costituzione, i valori della Resistenza, consiglio vivamente di leggere questa presentazione tenuta a Firenze da Viroli in occasione del 60° anniversario della liberazione della città.

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E’ una Costituzione Repubblicana, quindi mette in risalto anche i doveri: in una repubblica o RES PUBLICA il bene comune prevale sul bene privato, il caso contrario fa sì che si cada per forza nella tirannide o governo degli arroganti. Il dovere è, quindi, molto più importante dell’obbligo dal punto di vista della libertà individuale.

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Ambrogio Lorenzetti ed il suo ciclo sul buon governo esposto nella sala del consiglio dei nove a Siena.

Ovviamente (dato il tema e la platea) ha approfondito l’art.54 della Costituzione:

"Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi.

I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge."

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Il concetto di disciplina nulla ha in comune con l’insieme delle tecniche costrittive che Foucault descrive in "Sorvegliare e punire" ma piuttosto come "consapevole e lucida assimilazione della direttiva da realizzare"  (Gramsci), abbiamo scelto liberamente di pensare al bene pubblico, se non ci comportiamo con disciplina diventeremo sudditi, occorre dominare con la volontà le pulsioni per raggiungere uno scopo alto. Anche il concetto di onore deve essere rivisitato secondo lo spirito e la grande cultura dei costituenti: si riferivano all’onore degli onesti, il riconoscimento è dovuto a chi rispetta i principi dell’onestà, non ad un particolare rango o potenza. La Pubblica amministrazione è (o dovrebbe essere) la garanzia di libertà proprio di chi non è potente, gli ultimi che non si possono difendere da soli.

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Per me è stata una vera rivelazione, ero convinto che la Costituzione Italiana fosse una base di convivenza imprescindibile, importantissima e fondamentale, da rispettare sempre e comunque. E’ molto di più, ha la capacità di dare un significato non vuoto a parole come "valori", "cultura", anche "religione". Chi vorrebbe difendere questi concetti (ed affini) andando in contrasto aperto con la Costituzione Italiana è intrinsecamente incoerente: leggersi questa recentissima discussione sul blog di Ronchi come esempio.

Buon anno a tutti!

Il sindacato del mate

soy Uruguayo …..gracias por reconoser todas las cosas buenas como argentinas ..nosotros las mierdas uruguayas no tenemos nada que ver con el mate el dulce de leche el tango la contrapuntiada .. basta no digo nada mas .. chau chau hermanos de la otra parte del charco..

Quello sopra è un commento di Alvaro, un amigo Uruguaiano, relativo ad un mio post sul mate troppo filo-argentino. Da notare che "charco" in castigliano significa stagno, pozza, chi ha la capacità di *immaginare* un oceano in questo modo non può che avere la mia stima! In seguito al commento di Alvaro ho scoperto, googlando con yerba mate e uruguay come parole chiave, il seguente sito:

El sindicato del mate è un’ottimo esempio di fan culture, intelligenza collettiva che usa la tecnologia come Photoshop e spero anche come l’equivalente open source Gimp per celebrare l’erba mate, i "sindacalisti" utilizzano tutti i miti disponibili per affermare con orgoglio il proprio incondizionato amore per la yerba: la statua della libertà, i Beatles, Marx e la febbre del sabato sera, il football, la politica ed il cinema, emozionante questa animazione in flash della bellissima "Redemption song" di Bob Marley, gli viene sostituito il simbolico joint con matero e bombilla.

El Sindicato Único del Mate es una organización sindical de cebadores y tomadores de mate profesionales vinculados al diseño gráfico. Fue fundado el 10 de junio del 2005 en Montevideo, Uruguay.

L’erba mate è anche una splendida dipendenza, potrebbe sostituire dipendenze ben peggiori. Cosa potrebbe succedere se venissero poste improbabili limitazioni nell’uso della pianta del mate? O se venisse  brevettata l’Ilex paraguaiensis? Meno improbabile la seconda ipotesi: “No Patents on Seeds” nasce come una petizione mondiale indirizzata all’Ufficio europeo dei brevetti (EPO) dove è stata recentemente discussa la richiesta di brevettare una varietà di broccolo, registrandone i sementi e le parti commestibili, oltre all’intera pianta!

In questo caso l’azione e la critica grassroots sarebbe puntuale. L’intelligenza collettiva (compreso il sindacato del mate e questo blog) che si occupa di questo minuscolo interesse, raccoglierebbe dati su dati, creando uno spoiling preciso delle motivazioni mainstream, degli interessi corporate più o meno nascosti per affermare le proprie ragioni. Ho da poco finito di leggere "Cultura convergente" di Henry Jenkins.

Smog e salute. Cosa respiriamo?

 Mentre il Comune di Brunate non farà più circolare i SUV, il Comune di Forlì li farà parcheggiare gratis.

Con questo articolo sperimento anche i trackback di wordpress, spero di non fare casini.

Erva mate alla bottega equa e solidale

Dove comprare l’erva mate? L’ideale è recarsi nelle botteghe del mercato equo e solidale di CTM Altromercato. Dalla home del sito CTM è semplice trovare l’indirizzo della bottega della propria città di residenza. Viene venduta l’erva mate prodotta nel sud del Brasile, le informazioni pubblicate sono estremamente competitive dal punto di vista del consumatore, direi che sbaragliano la concorrenza: vengono riportate la presentazione del prodotto erva mate, le informazioni circa il produttore: la cooperativa central de riforma agraria do Paranà (movimento sem terra), la composizione in % del prezzo (suddiviso tra prezzo equo al produttore, costi accessori, copertura costi altromercato, copertura costi bottega) con l’opuscolo in pdf  "prezzo trasparente". Potete trovare anche il ricettario fondamentale per conoscere ed apprezzare la yerba mate e soprattutto i fondamentali matero y bombilla.

Per chi usa GNU/Linux o qualunque free software , posso aggiungere che anche Stallman, sezione long-term action items, consiglia di comprare prodotti certificati "fair trade", nel suo caso il link è alla corrispettiva statunitense.

Il triangolo nero

Da wikipedia

Il simbolo ha origini dai campi di concentramento, dove ogni prigioniero doveva indossare un simbolo sulla propria giacca, il colore di questo categorizzava così il “loro genere”. Gli Ebrei, ad esempio, dovevano indossare il simbolo giallo. Gli “individui non accettati socialmente”, che potevano costituire una minaccia ai valori ideologici delle famiglie naziste, come lesbiche, prostitute o donne che usavano contraccettivi, Rom o vagabondi, dovevano indossare il triangolo nero.

Violenza, propaganda e deportazione. Un manifesto di scrittori, artisti e intellettuali contro la violenza su rom, rumeni e donne

Proposto da Alessandro Bertante, Gianni Biondillo, Girolamo De Michele, Valerio Evangelisti, Giuseppe Genna, Helena Janeczek, Loredana Lipperini, Monica Mazzitelli, Marco Philopat, Marco Rovelli, Stefania Scateni, Antonio Scurati, Beppe Sebaste, Lello Voce, Wu Ming.

Primi firmatari Fulvio Abbate - Maria Pia Ammirati - Manuela Arata - Bruno Arpaia - Articolo 21 - Rossano Astremo - Andrea Bajani - Nanni Balestrini - Guido Barbujani - Ivano Bariani - Giuliana Benvenuti - Silvio Bernelli - Stefania Bertola - Bernardo Bertolucci - Sergio Bianchi - Ginevra Bompiani - Carlo Bordini - Laura Bosio - Botto&Bruno - Silvia Bre - Enrico Brizzi - Luca Briasco - Elisabetta Bucciarelli - Franco Buffoni - Errico Buonanno - Lanfranco Caminiti - Rossana Campo - Maria Teresa Carbone - Massimo Carlotto- Lia Celi - Maria Corbi - Stefano Corradino - Mauro Covacich - Erri De Luca - Derive Approdi - Donatella Diamanti - Jacopo De Michelis - Filippo Del Corno - Mario Desiati - Igino Domanin - Tecla Dozio - Nino D’Attis - Francesco Forlani - Enzo Fileno Carabba - Ferdinando Farao’ - Marcello Flores - Marcello Fois- - Barbara Garlaschelli - Enrico Ghezzi - Tommaso Giartosio - Lisa Ginzburg - Roberto Grassilli - Andrea Inglese - Franz Krauspenhaar - Kai Zen - Nicola Lagioia - Gad Lerner - Giancarlo Liviano - Claudio Lolli - Carlo Lucarelli - Marco Mancassola - Gianfranco Manfredi - Luca Masali - Sandro Mezzadra - Giulio Milani - Raul Montanari - Giuseppe Montesano - Elena Mora - Gianluca Morozzi - Giulio Mozzi - Moni Ovadia - Enrico Palandri - Chiara Palazzolo - Melissa Panarello - Valeria Parrella - Anna Pavignano - Lorenzo Pavolini - Giuseppe Pederiali - Sergio Pent - Santo Piazzese - Tommaso Pincio - Guglielmo Pispisa - Leonardo Pelo - Gabriele Polo - Andrea Porporati - Alberto Prunetti - Laura Pugno - Christian Raimo - Veronica Raimo - Franca Rame - Enrico Remmert - Ugo Riccarelli - Anna Ruchat - Roberto Saviano - Sbancor - Clara Sereni - Gian Paolo Serino - Nicoletta Sipos - Piero Sorrentino - Antonio Spaziani - Carola Susani - Stefano Tassinari - Annamaria Testa - Laura Toscano - Emanuele Trevi - Filippo Tuena - Raf Valvola Scelsi - Francesco Trento - Nicoletta Vallorani - Paolo Vari - Giorgio Vasta - Grazia Verasani - Sandro Veronesi - Marco Vichi - Roberto Vignoli - Simona Vinci - Yo Yo Mundi

Luca Mercalli for President

Venerdì scorso il climatologo Luca Mercalli è stato ospite a Misano della rassegna "Sfide i dilemmi del presente". Ha presentato una relazione piuttosto inequivocabile sui problemi legati ai cambiamenti climatici, oltretutto illustrata poco tempo prima al Senato. Chi non c’era può, tramite google video, farsi un’idea con questa precedente relazione al Parlamento Europeo, da considerarsi una versione adattata al contesto Europeo della stessa presentazione misanese. L’incontro è stato molto interessante, ha cercato di sfatare alcuni scetticismi (la Groenlandia non è mai stato una zona verde a dispetto del nome). Anche le numerose domande successive la relazione hanno ravvivato il resto della serata; se non ci fermava Cecchini, l’ottimo organizzatore e bibliotecario, si passava la mezzanotte a parlare di decrescita e futuro sostenibile. Io, a fine serata, salutandolo mi sono limitato a suggerirgli di usare GNU/Linux per le prossime presentazioni, potrebbe ottimizzare i consumi del suo impianto fotovoltaico casalingo.

Luca Mercalli ha al suo attivo anche un film presentato al festival del cinema di Roma: "Le pere di Adamo" regia di Guido Chiesa (i link si riferiscono alle rispettive interviste tratte da hollywood party su radio tre). Il film cerca di trovare un possibile parallelo o un’analogia tra i movimenti delle nuvole e i movimenti sociali, secondo un’ottica non solo poetica ma pure scientifica! E’ da vedere.

 

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