Rassegna Palinsesti VIII edizione a Forlì

Centro Diego Fabbri-Forlì

Rassegna Palinsesti VIII edizione

LA GRANDE GUERRA (1914-1918)

SABATO 11 APRILE 2015

Ore 18,00

WU MING 1 (scrittore)

Conversazione sulla Grande Guerra

SABATO 18 APRILE 2015

Ore 18,00

PAOLO CAVASSINI (storico)

Presentazione del saggio

Fiume. L’ultima impresa di d’Annunzio

(Proiezioni di rare fotografie d’epoca)

Gli incontri si terranno

presso il ridotto del Teatro Diego Fabbri

via Dall’Aste n. 10

Introduce Anna Luisa Santinelli

INGRESSO LIBERO

* al termine degli incontri verrà offerto un calice di prosecco presso il Caffè del teatro

(Corso A. Diaz n.44, di fronte al Teatro Diego Fabbri)

All’interno del locale sarà possibile acquistare copie del saggio presentato.

Da Piazza Saffi son 2 minuti
Da Piazza Saffi son 2 minuti

Si! Puffiamo la scuola!

L’iniziativa di Emiliano di Brescia: fare puffi a scuola è un dovere di fronte ad un’iniziativa discutibilissima come quella organizzata dal CONAD con “Insieme per la scuola“. Il progetto si propone di fornire attrezzature informatiche alle scuole che si iscriveranno al programma grazie ai punti collezionati con la spesa.

Però: molti regali della raccolta sono trappole per “dirigenti scolastici poco accorti” come le stampanti a colori che fanno aumentare di parecchio il costo per singola copia e ricambi come toner a colori o cartucce, i monitor sono fin troppo grandi per i bimbi delle scuole primarie. Altoparlanti stereo, webcam, cuffie è hardware nella migliore delle ipotesi irrilevante ai fini educativi. Ma soprattutto i veri risparmi e la vera educazione nella scuola si raggiungono grazie all’adozione di software libero!

Qualche materiale video:

Lezione di storia (1):

Lezione di storia (2)

 

 

Il surplus cognitivo di Clay Shirky

 

Avviso che ho riportato alla biblioteca Saffi a Forlì il libro di Clay Shirky, se è ancora disponibile il prestito si può controllare sull'OPAC.

La TV è ridotta a media quattrocentesco/gutemberghiano, viene valorizzato in maniera molto chiara il lavoro creativo del "popolo della rete", le sue motivazioni, i tantissimi rumori di fondo (o immondizia come questo blog) sono inquadrati in un quadro più ampio e in un certo senso giustificati con le nuove *opportunità*.

A proposito del progetto APACHE inizia così: "Produzione sociale: gente che non conoscete e che vi migliora la vita, gratis"

A mio avviso apre nuovi fronti di discussione soprattutto per quanto riguarda il concetto di meritocrazia, distribuzione delle risorse, bene pubblico…. democrazia alla fine e per questo imperdibile.

Ritratti d’autore a Misano

Ricevo dalla newsletter della biblioteca di Misano:

Terzo appuntamento con la rassegna RITRATTI D’AUTORE – Letture e commenti ad alta voce. Venerdì 25 marzo arriva a Misano lo scrittore Maurizio Maggiani con I MISERABILI di Victor Hugo,considerato uno dei romanzi cardine del XIX secolo europeo, fra i più popolari e letti della sua epoca. I personaggi appartengono agli strati più bassi della società, i cosiddetti “miserabili”: persone cadute in miseria, ex forzati, prostitute, monelli di strada, studenti in povertà. È una storia di cadute e di risalite, di peccati e di redenzione. Ma sarà anche l’occasione per parlare dei miserabili del nostro tempo e del futuro dell’umanità.

Nato in una famiglia di modeste condizioni, Maurizio Maggiani, dopo aver svolto decine di professioni (è stato anche impiegato e venditore di pompe idrauliche) è approdato alla letteratura, politicamente vicino agli anarchici. Nel 1987 ha vinto il Premio “Inedito – L’Espresso” con il racconto Prontuario per la donna senza cuore. Con Il Coraggio del pettirosso (1995) ha poi vinto il Premio Viareggio e il Premio Campiello; con La Regina disadorna (1998) ha vinto il Premio Alassio e nel 1999 il Premio Stresa di narrativa e il Premio Letterario Chianti[. Nel 2005 ha vinto, con il romanzo Il viaggiatore notturno, i premi Premio Ernest Hemingway e Premio Parco della Maiella e il Premio Strega. Come giornalista e commentatore cura una rubrica all’interno del quotidiano genovese Il secolo XIX e scrive per La
Stampa. Per la casa editrice Feltrinelli pubblica dei podcast sotto il titolo Il viaggiatore zoppo.Nel 2008 ha pubblicato il CD Storia della meraviglia, con Gian Piero Alloisio, tratto dallo spettacolo teatrale rappresentato dai due nella stagione precedente. Ultima romanzo pubblicato sempre da Feltrinelli è : Meccanica Celeste (2010).

Nel 2010 apre il suo archivio personale ai lettori rendendo disponibili sul suo sito, con una licenza copyleft, i suoi primi racconti, pubblicati in edizioni ormai introvabili, e dei cui diritti è tornato in possesso esclusivo, nonché gli inediti, insieme agli articoli scritti in tanti anni di collaborazioni con vari giornali.
L’incontro si terrà presso il cinema – teatro Astra di Misano Adriatico, via d’Annunzio, 20 con inizio alle ore 21,00. INGRESSO LIBERO SINO AD ESAURIMENTO POSTI.

Info: 0541.618424 – website: www.biblioteca.misano.org

Tutti gli appuntamenti

A Imola La scuola è di tutti . Ripensarla, costruirla, difenderla

Venerdì 25 febbraio, alle ore 19.00 presso la casa della Sinistra in Via dei Mille 24, ad Imola
presentazione del libro “La scuola è di tutti”, edito Minimum Fax;
sarà presente l’autore Girolamo de Michele, insegnante in un liceo di Ferrara.

Girolamo De Michele, scrittore copyleft, ha scritto anche bellissimi romanzi, si possono “sfogliare” su i Quindici.

Sono pendolare,  le ultime pagine del libro, mi ricordo benissimo, le lessi…..sul treno successivo.

Se non si va a Imola si può andare sul blog della Lipperini. Anche la pagina web sul sito minimun fax contiene molti materiali: interviste, recensioni, audio, ed anche un assaggio del libro.

Un grazie anche alle librerie indipendenti.

Autorjtinera 2010 in biblioteca a Modigliana

autorjtinera locandina 2010

L'estate è finita, si ritorna in biblioteca, in questo post cerco di porre rimedio alla scarsa visibilità online della biblioteca di Modigliana (FC)

Autorjtinera

Tutti i mercoledì di ottobre incontri con gli autori.

Presso la Sala Bernabei – piazza Matteotti, 5 (biblioteca di Modigliana).

ore 21.00

Buffet a base di prodotti e vini tipici locali.

Per info:

tel. 0546 941019

 

Mercoledì 6 ottobre

"L'obbedienza non è più una virtù" Don Milani (Michele Gesualdi)

Inaugurazione mostra Don Milani

 

Mercoledì 13 ottobre

"Il sentiero degli dei" Wu Ming 2

 

Domenica 17 Ottobre

OPEN DAY delle biblioteche della rete di Romagna

 

Mercoledì 20 ottobre

"L'eroe imperfetto" Wu Ming 4

 

Mercoledì 27 ottobre

"Reading letterario su Aldo Moro e Peppino Impastato" Carmelo Pecora

 

Mercoledì 3 novembre

"Storia di Modigliana: La città della Romagna toscana" Natale Graziani Accademia degli Incamminati

 

Il buffet a fine presentazione, peraltro sempre speciale, è un'ottima continuazione del'incontro con l'autore.

I campanacci di Tonara

Le storie sono esseri viventi, si riproducono, evolvono, si trasformano e replicano su ogni mezzo possibile per meglio adattarsi all'ambiente circostante.

La storia "Io, scrittore artigiano nella bottega di Ignazio Floris"  mi ha "usato" per trasformarsi in html indicizzabile dai web crawler, segno  che gode di buona salute. Quella che segue è la trascrizione grezza di parte della lezione tenuta all'Università di San Marino da Wu Ming1 in occasione di un master sulla comunicazione. Il file originale in formato mp3 si trova nell'audioteca del collettivo Wu Ming, una sezione del loro sito continuamente aggiornata con estratti di conferenze, reading, interviste, canzoni ecc.

Nel settembre scorso ero in Barbagia per un festival letterario in un paese che si chiama Tonara. Proprio sui monti della Barbagia c'è questo festival letterario in cui sono dato intervenire e…. li c'e' uno degli ultimi campanacciari, si chiama Ignazio Floris.
I campanacciari sono quegli artigiani che fanno le campanelle che vanno al collo delle pecore.
Io non ne sapevo assolutamente  nulla di questa storia delle campanelle, per me era un argomento alieno, di campanacci non ne sapevo assolutamente nulla assolutamente niente, non mi ero mai interessato di quel mondo lì, della pastorizia o cose di questo tipo, quindi sono andato a vedere questo laboratorio artigiano sì, con una certa curiosità, però una curiosità superficiale e invece è stato un piccolo evento perchè questo Floris mi ha aperto un mondo, nel senso che prima non me ne fregava assolutamente niente, anche oggi non è che me ne occupi ma in quell'ora in cui sono stato a vedere Floris che lavorava, i campanacci sono stati la cosa più importante del mondo in quel momento è quello che… il saper fare bene un lavoro e il saperlo anche comunicare con amore, la fatica ma anche le soddisfazioni di quel lavoro ti può veramente rapire.
Praticamente io ho scoperto che un campanacciaro deve essere anche un musicologo e un musicista, perchè ogni campanaccio che lui fa (si ottengono martellando delle lastre di lamiera finchè non hanno la forma giusta) ognuno di questi campanacci deve avere una sua nota, a seconda delle dimensioni e di alcune martellate piazzate proprio al millimentro in punti strategici al lato del campanaccio si può accordare addirittura di un quarto di tono di differenza da un campanaccio all'altro. E deve saperne di musica, deve essere addirittura un esperto di musica perchè pare che ogni gregge di pecore abbia una sua melodia.
Quando il pastore va dal campanacciaro a comprare il campanaccio si fa accompagnare dal suo "musicologo", sicuramente nella lingua sarda esiste un nome spcifico per questa figura, forse l'avrà anche detto ma non me lo ricordo, ma c'e' questa scena che ha descritto che è fenomenale:
il pastore entra dentro il laboratorio e comincia a provare, insieme al campanacciaro i suoni dei campanacci perchè a seconda dell'età della pecora, a seconda delle dimensioni del gregge, a seconda di quali note suonano le altre pecore camminando, va scelto il campanaccio.
Il "musicologo" di fiducia del pastore rimane seduto fuori, dando le spalle alla porta in modo da non essere influenzato da nulla di visivo, nessuno dice nulla, questa scena avviene in un silenzio concentratissimo e quindi dentro i due fanno "tonnnn"… aspettano che finisca di tintinnar la nota, e il "musicologo" fuori si esprime in un verso gutturale che a seconda di come è intonato anche quello, vuol dire questo va bene…no prova ancora….e questa cosa va avanti finchè per quella specifica pecora non viene trovato il campanaccio che emette esattamente quella nota, cioè un orecchio esperto sa distinguere in lontananza dal suono di questo melodioso scampanare variegato quale gregge si sta avvicinando, perchè pare che ad un orecchio esperto ogni gregge abbia la sua musica e questa cosa mi ha affascinato perchè, come me l'ha raccontato questo artigiano, come me l'ha fatto vedere: in quattro e quattr'otto ha preso un foglio di lamiera e ha fatto un campanaccio con una perizia dei movimenti una sapienza incredibile e mi ha fatto un campanellino minuscolo che è il più piccolo in assoluto è quello che viene messo all'agnello e oggi ci gioca mia figlia, e me lo sono portato a casa molto fiero di questa cosa.
Questa persona è anche un intellettuale non solo sa di musica è anche assessore alla cultura a Tonara e gi ho detto: guarda io mi sono sempre definito un artigiano, noi come gruppo di scrittori ci siamo sempre definiti un laboratorio di artigianato e oggi tu mi confermi un'intuiziona vaga che abbiamo avuto, tu mi confermi perchè noi ci siamo sempre descritti in questo modo, cioè perchè l'amore che mi aveva descritto questa fatica quotidiana che produce questi risultati, questo creare qualcosa da un nulla, da un inarticolato, creare qualcosa con questo, appunto, percuotere, cozzare questo CH che ricorda, mi aveva veramente affascinato e mi ha rafforzato nella convinzione che è questo di cui dobbiamo cercare di rendere il senso la scrittura è un lavoro quindi l'amore per uno scrivere che crei qualcosa, per uno scrivere che produca una buona comunicazione,
per uno scrivere che metta in contatto le persone tra loro.

ALTAI: intervista “monotematica” a Wu Ming. Riflessioni intorno alla figura di Yossef Nasi.

(di Anna Luisa Santinelli)
 
ATTENZIONE SPOILER. LETTURA CONSIGLIATA A CHI HA GIA' LETTO ALTAI
 
[Il collettivo Wu Ming ha da poco pubblicato per Einaudi il romanzo Altai  (pp. 411, € 19.50 ) ideale “seguito” di quel Q scritto nel lontano 1999 con lo pseudonimo Luther Blissett: in realtà, uno iato cronologico di quindici anni separa i due libri e le vicende in essi narrate. Poiché in rete esistono già valide interviste (*) su molteplici aspetti del romanzo, ho deciso di rivolgere a Wu Ming una serie di domande monotematiche, concentrando l'attenzione su di un solo personaggio, Yossef Nasi, figura portante nell'architettura del libro. Achtung! SPOILER!]
 
 
Battaglia di Lepanto - link alla pagina su wikipedia1) In Q si chiama João Miquez in Altai è Yossef Nasi, in pratica l'evoluzione, da un romanzo all'altro, dello stesso personaggio. Quali sono le differenze principali tra i “due” e soprattutto, tale diversità è condizionata dalla scomparsa in Altai di Beatrice de Luna?
WM: In Q la figura di João Miquez era in effetti subordinata a quella di Beatrice. In Altai è lui a venire in primo piano con tutto il suo carico di forza e ambizione. Tuttavia il rapporto che muta radicalmente da un romanzo all'altro è con ogni evidenza quello tra lui e il vecchio protagonista di Q. La relazione di amicizia che si è consumata nei quindici anni intercorsi e che noi non raccontiamo aleggia su tutta la seconda parte di Altai.
 

2) Il progetto sionista di Yossef Nasi e di sua zia – trasformare Cipro in una Terra Promessa per fuggiaschi, proscritti ed ebrei della Diaspora – poggia su basi storiche?  Dove finisce la Storia, dove inizia la finzione narrativa?

WM: Storicamente i Nasi diedero vita alla colonia di Tiberiade, che durò più di un secolo. Su Cipro non sappiamo invece quali fossero i progetti di Yossef Nasi, ma è certo che se il sultano turco avesse mantenuto la parola e l'avesse nominato sovrano dell'isola, Yossef Nasi sarebbe stato il primo re giudeo dopo quindici secoli di Diaspora. Noi abbiamo voluto immaginare quale sarebbe potuto essere il suo progetto, lo abbiamo reso ambizioso, perfino utopico. Conoscendo la grandiosa biografia del personaggio, non ci è sembrato inverosimile.
 

3) Come lettrice ho provato una sorta di “empatia a corrente alternata” verso questo personaggio dispensatore di fascino: il suo, è un impiego strumentale della religione – in tal caso siamo di fronte a un *politico puro* – o la sua essenza spirituale è un afflato sincero?
Il “vostro” Yossef Nasi chi è realmente?
WM: E chi lo sa!? Non è mai facile stabilire dei confini netti tra realismo politico e fede. In Yossef convivono entrambi gli elementi. Del resto, chi è più fedele? Chi si lascia martirizzare pur di non rinnegare la propria fede, o chi la conserva segretamente per poterla traghettare verso nuovi lidi e tempi migliori? I Nasi agirono sempre per conservare il patrimonio e il potere di famiglia, per aiutare gli ebrei perseguitati, per salvaguardare la cultura giudaica e creare una prospettiva politica, per diventare più forti. La loro visione teneva tutto questo assieme e li portava a convertirsi, a blandire monarchi e imperatori, ma senza perdere una visione collettiva. Questo loro atteggiamento venne visto da non pochi ebrei del loro tempo come una sorta di doppiezza opportunistica. Eppure non ci sono dubbi che Gracia e Yossef Nasi siano stati gli ebrei più importanti e famosi del XVI secolo. Gracia Nasi alias Beatriz de Luna è considerata ancora oggi una grande matriarca della storia giudaica.
 
4) Il rapporto tra Manuel Cardoso e Nasi è mutevole, varia nel corso della narrazione. È una corrispondenza padre/figlio, maestro/discepolo, leader/supporter, e infine sembra manifestarsi come fratellanza per convergenza d'intenti, saldata da stima e affetto. È così…?
WM: Sì. E' un rapporto archetipico ed esclusivo tra maschio "anziano" e maschio "giovane". E infatti taglia fuori le donne, chiunque esse siano. Quando il discepolo cresce, prende le distanze dalla figura paterna e agisce di testa propria, senza per questo smettere di amarla. Per riuscirci ha però bisogno del contatto con una seconda figura maschile, una specie di zio che è rappresentato da Ismail, e che fa il controcanto a Yossef. Alla fine Manuel riesce a compiere il processo di crescita che gli era sempre stato negato, ma avrà bisogno di riconciliarsi anche con lo spettro del femminino che lo insegue da sempre, con la figura materna. Soltanto questo sana la sua ferita, senza per altro esimerlo dall'espiazione, cioè dalle conseguenze pratiche delle proprie scelte.
 
5) La relazione omosessuale tra Yossef e David è poco marcata, resta sempre sullo sfondo delle vicende. È una scelta voluta quella di non esplorare l'aspetto affettivo/sentimentale di Nasi?
WM: Non ci interessava indagarla perché è chiaro che Nasi ha messo in secondo in piano la propria vita affettiva privata e non era questo il focus della nostra trama. Tuttavia sembra evidente che nel corso del romanzo il carico sentimentale di Nasi si sposta progressivamente da David a Manuel, che non è solo un "figliol prodigo" a cui passare il testimone. Ci sono un paio di momenti nella terza parte del romanzo in cui questo passaggio è suggerito, anche se il ritmo incalzante della trama può farli passare inosservati.
 
6) Nasi spinge all'azione e al mutamento interiore tutti i personaggi che lo affiancano. Anche il refrattario Ismail (fino a un certo punto, almeno). L'impressione è che Y.N. emerga come vero protagonista del romanzo, come origine di ogni cambiamento, come motore del flusso narrativo, anche più dell'io narrante…
WM: Questa impressione è dovuta al fatto che per larga parte del romanzo le fortune del protagonista e quelle di Yossef Nasi si sovrappongono. Alle soglie del finale però i due si dividono e affrontano separatamente il proprio destino, che è parecchio diverso per ciascuno di loro. Ad ogni modo è legittimo pensare che Altai abbia un doppio protagonista.
 
7) Per edificare il “giardino” di Cipro, Yossef N. decide di investire la realtà con lo scontro diretto, distruttivo e dispendioso. Mehmet Sokollu agisce invece secondo il principio obliquo della non-contesa, osserva l'avversario progettare il proprio fallimento.
Quali sono i limiti della prassi bellica scelta da Nasi? Quali i motivi della sua sconfitta?
WM: Nasi commette due errori. Il primo è di ordine strategico: pensare che la libertà possa nascere da un atto imperialista, mentre questo non può mai essere vero. Il secondo errore è piuttosto etico: pensare che si possa vincere con un solo colpo da maestri, che si possa battere la sorte una volta per tutte, realizzando il piano perfetto. Nasi pensa di poter far collimare tutto e di poter fregare tutti, avversari e alleati. E' la sua hybris a tradirlo. Per questo è la figura più tragica del romanzo.
 
(*) Per approfondire:
Sito ufficiale di Altai:

Altai, il nuovo romanzo dei Wu Ming

Esce oggi in libreria Altai, il nuovo romanzo di Wu Ming. La grafica di copertina è simile a quella del mio layout, particolarmente bella.

Per chi, come me, è stato all'incontro con i Wu Ming in biblioteca a Modigliana alla serata "10 anni dopo Q (aspettando Altai)" (al link sono pubblicati alcuni estratti audio della serata) la storia è già in fase di carburazione, letto il libro passerò a bazzicare il sito dedicato al libro per seguire ed eventualmente partecipare all'evoluzione della medesima. Siamo nel XVI secolo ai tempi della cosiddetta battaglia di Lepanto.

Nel calendario delle presentazioni è prevista anche una serata a Forlì il 9 dicembre.

Girolamo De Michele a Modigliana

Copertina del libro di Girolamo De Michele "Con la faccia di cera"Inizia AUTORJTINERA, il ciclo di incontri letterari organizzati dalla biblioteca di Modigliana.

Nel primo incontro, il 7 ottobre 2009 Girolamo De Michele presenta "Con la faccia di cera" edizioni Verdenero (l’ottima collana editoriale di Edizione Ambiente, all’interno del sito verdenero.it ci sono molti contenuti e video interessanti.

Ricordo che De Michele ha sempre pubblicato i suoi romanzi in copyleft e si possono trovare nel redivivo sito de iQuindici.

Il programma completo.