A Imola La scuola è di tutti . Ripensarla, costruirla, difenderla

Venerdì 25 febbraio, alle ore 19.00 presso la casa della Sinistra in Via dei Mille 24, ad Imola
presentazione del libro “La scuola è di tutti”, edito Minimum Fax;
sarà presente l’autore Girolamo de Michele, insegnante in un liceo di Ferrara.

Girolamo De Michele, scrittore copyleft, ha scritto anche bellissimi romanzi, si possono “sfogliare” su i Quindici.

Sono pendolare,  le ultime pagine del libro, mi ricordo benissimo, le lessi…..sul treno successivo.

Se non si va a Imola si può andare sul blog della Lipperini. Anche la pagina web sul sito minimun fax contiene molti materiali: interviste, recensioni, audio, ed anche un assaggio del libro.

Un grazie anche alle librerie indipendenti.

I campanacci di Tonara

Le storie sono esseri viventi, si riproducono, evolvono, si trasformano e replicano su ogni mezzo possibile per meglio adattarsi all'ambiente circostante.

La storia "Io, scrittore artigiano nella bottega di Ignazio Floris"  mi ha "usato" per trasformarsi in html indicizzabile dai web crawler, segno  che gode di buona salute. Quella che segue è la trascrizione grezza di parte della lezione tenuta all'Università di San Marino da Wu Ming1 in occasione di un master sulla comunicazione. Il file originale in formato mp3 si trova nell'audioteca del collettivo Wu Ming, una sezione del loro sito continuamente aggiornata con estratti di conferenze, reading, interviste, canzoni ecc.

Nel settembre scorso ero in Barbagia per un festival letterario in un paese che si chiama Tonara. Proprio sui monti della Barbagia c'è questo festival letterario in cui sono dato intervenire e…. li c'e' uno degli ultimi campanacciari, si chiama Ignazio Floris.
I campanacciari sono quegli artigiani che fanno le campanelle che vanno al collo delle pecore.
Io non ne sapevo assolutamente  nulla di questa storia delle campanelle, per me era un argomento alieno, di campanacci non ne sapevo assolutamente nulla assolutamente niente, non mi ero mai interessato di quel mondo lì, della pastorizia o cose di questo tipo, quindi sono andato a vedere questo laboratorio artigiano sì, con una certa curiosità, però una curiosità superficiale e invece è stato un piccolo evento perchè questo Floris mi ha aperto un mondo, nel senso che prima non me ne fregava assolutamente niente, anche oggi non è che me ne occupi ma in quell'ora in cui sono stato a vedere Floris che lavorava, i campanacci sono stati la cosa più importante del mondo in quel momento è quello che… il saper fare bene un lavoro e il saperlo anche comunicare con amore, la fatica ma anche le soddisfazioni di quel lavoro ti può veramente rapire.
Praticamente io ho scoperto che un campanacciaro deve essere anche un musicologo e un musicista, perchè ogni campanaccio che lui fa (si ottengono martellando delle lastre di lamiera finchè non hanno la forma giusta) ognuno di questi campanacci deve avere una sua nota, a seconda delle dimensioni e di alcune martellate piazzate proprio al millimentro in punti strategici al lato del campanaccio si può accordare addirittura di un quarto di tono di differenza da un campanaccio all'altro. E deve saperne di musica, deve essere addirittura un esperto di musica perchè pare che ogni gregge di pecore abbia una sua melodia.
Quando il pastore va dal campanacciaro a comprare il campanaccio si fa accompagnare dal suo "musicologo", sicuramente nella lingua sarda esiste un nome spcifico per questa figura, forse l'avrà anche detto ma non me lo ricordo, ma c'e' questa scena che ha descritto che è fenomenale:
il pastore entra dentro il laboratorio e comincia a provare, insieme al campanacciaro i suoni dei campanacci perchè a seconda dell'età della pecora, a seconda delle dimensioni del gregge, a seconda di quali note suonano le altre pecore camminando, va scelto il campanaccio.
Il "musicologo" di fiducia del pastore rimane seduto fuori, dando le spalle alla porta in modo da non essere influenzato da nulla di visivo, nessuno dice nulla, questa scena avviene in un silenzio concentratissimo e quindi dentro i due fanno "tonnnn"… aspettano che finisca di tintinnar la nota, e il "musicologo" fuori si esprime in un verso gutturale che a seconda di come è intonato anche quello, vuol dire questo va bene…no prova ancora….e questa cosa va avanti finchè per quella specifica pecora non viene trovato il campanaccio che emette esattamente quella nota, cioè un orecchio esperto sa distinguere in lontananza dal suono di questo melodioso scampanare variegato quale gregge si sta avvicinando, perchè pare che ad un orecchio esperto ogni gregge abbia la sua musica e questa cosa mi ha affascinato perchè, come me l'ha raccontato questo artigiano, come me l'ha fatto vedere: in quattro e quattr'otto ha preso un foglio di lamiera e ha fatto un campanaccio con una perizia dei movimenti una sapienza incredibile e mi ha fatto un campanellino minuscolo che è il più piccolo in assoluto è quello che viene messo all'agnello e oggi ci gioca mia figlia, e me lo sono portato a casa molto fiero di questa cosa.
Questa persona è anche un intellettuale non solo sa di musica è anche assessore alla cultura a Tonara e gi ho detto: guarda io mi sono sempre definito un artigiano, noi come gruppo di scrittori ci siamo sempre definiti un laboratorio di artigianato e oggi tu mi confermi un'intuiziona vaga che abbiamo avuto, tu mi confermi perchè noi ci siamo sempre descritti in questo modo, cioè perchè l'amore che mi aveva descritto questa fatica quotidiana che produce questi risultati, questo creare qualcosa da un nulla, da un inarticolato, creare qualcosa con questo, appunto, percuotere, cozzare questo CH che ricorda, mi aveva veramente affascinato e mi ha rafforzato nella convinzione che è questo di cui dobbiamo cercare di rendere il senso la scrittura è un lavoro quindi l'amore per uno scrivere che crei qualcosa, per uno scrivere che produca una buona comunicazione,
per uno scrivere che metta in contatto le persone tra loro.

ALTAI: intervista “monotematica” a Wu Ming. Riflessioni intorno alla figura di Yossef Nasi.

(di Anna Luisa Santinelli)
 
ATTENZIONE SPOILER. LETTURA CONSIGLIATA A CHI HA GIA' LETTO ALTAI
 
[Il collettivo Wu Ming ha da poco pubblicato per Einaudi il romanzo Altai  (pp. 411, € 19.50 ) ideale “seguito” di quel Q scritto nel lontano 1999 con lo pseudonimo Luther Blissett: in realtà, uno iato cronologico di quindici anni separa i due libri e le vicende in essi narrate. Poiché in rete esistono già valide interviste (*) su molteplici aspetti del romanzo, ho deciso di rivolgere a Wu Ming una serie di domande monotematiche, concentrando l'attenzione su di un solo personaggio, Yossef Nasi, figura portante nell'architettura del libro. Achtung! SPOILER!]
 
 
Battaglia di Lepanto - link alla pagina su wikipedia1) In Q si chiama João Miquez in Altai è Yossef Nasi, in pratica l'evoluzione, da un romanzo all'altro, dello stesso personaggio. Quali sono le differenze principali tra i “due” e soprattutto, tale diversità è condizionata dalla scomparsa in Altai di Beatrice de Luna?
WM: In Q la figura di João Miquez era in effetti subordinata a quella di Beatrice. In Altai è lui a venire in primo piano con tutto il suo carico di forza e ambizione. Tuttavia il rapporto che muta radicalmente da un romanzo all'altro è con ogni evidenza quello tra lui e il vecchio protagonista di Q. La relazione di amicizia che si è consumata nei quindici anni intercorsi e che noi non raccontiamo aleggia su tutta la seconda parte di Altai.
 

2) Il progetto sionista di Yossef Nasi e di sua zia – trasformare Cipro in una Terra Promessa per fuggiaschi, proscritti ed ebrei della Diaspora – poggia su basi storiche?  Dove finisce la Storia, dove inizia la finzione narrativa?

WM: Storicamente i Nasi diedero vita alla colonia di Tiberiade, che durò più di un secolo. Su Cipro non sappiamo invece quali fossero i progetti di Yossef Nasi, ma è certo che se il sultano turco avesse mantenuto la parola e l'avesse nominato sovrano dell'isola, Yossef Nasi sarebbe stato il primo re giudeo dopo quindici secoli di Diaspora. Noi abbiamo voluto immaginare quale sarebbe potuto essere il suo progetto, lo abbiamo reso ambizioso, perfino utopico. Conoscendo la grandiosa biografia del personaggio, non ci è sembrato inverosimile.
 

3) Come lettrice ho provato una sorta di “empatia a corrente alternata” verso questo personaggio dispensatore di fascino: il suo, è un impiego strumentale della religione – in tal caso siamo di fronte a un *politico puro* – o la sua essenza spirituale è un afflato sincero?
Il “vostro” Yossef Nasi chi è realmente?
WM: E chi lo sa!? Non è mai facile stabilire dei confini netti tra realismo politico e fede. In Yossef convivono entrambi gli elementi. Del resto, chi è più fedele? Chi si lascia martirizzare pur di non rinnegare la propria fede, o chi la conserva segretamente per poterla traghettare verso nuovi lidi e tempi migliori? I Nasi agirono sempre per conservare il patrimonio e il potere di famiglia, per aiutare gli ebrei perseguitati, per salvaguardare la cultura giudaica e creare una prospettiva politica, per diventare più forti. La loro visione teneva tutto questo assieme e li portava a convertirsi, a blandire monarchi e imperatori, ma senza perdere una visione collettiva. Questo loro atteggiamento venne visto da non pochi ebrei del loro tempo come una sorta di doppiezza opportunistica. Eppure non ci sono dubbi che Gracia e Yossef Nasi siano stati gli ebrei più importanti e famosi del XVI secolo. Gracia Nasi alias Beatriz de Luna è considerata ancora oggi una grande matriarca della storia giudaica.
 
4) Il rapporto tra Manuel Cardoso e Nasi è mutevole, varia nel corso della narrazione. È una corrispondenza padre/figlio, maestro/discepolo, leader/supporter, e infine sembra manifestarsi come fratellanza per convergenza d'intenti, saldata da stima e affetto. È così…?
WM: Sì. E' un rapporto archetipico ed esclusivo tra maschio "anziano" e maschio "giovane". E infatti taglia fuori le donne, chiunque esse siano. Quando il discepolo cresce, prende le distanze dalla figura paterna e agisce di testa propria, senza per questo smettere di amarla. Per riuscirci ha però bisogno del contatto con una seconda figura maschile, una specie di zio che è rappresentato da Ismail, e che fa il controcanto a Yossef. Alla fine Manuel riesce a compiere il processo di crescita che gli era sempre stato negato, ma avrà bisogno di riconciliarsi anche con lo spettro del femminino che lo insegue da sempre, con la figura materna. Soltanto questo sana la sua ferita, senza per altro esimerlo dall'espiazione, cioè dalle conseguenze pratiche delle proprie scelte.
 
5) La relazione omosessuale tra Yossef e David è poco marcata, resta sempre sullo sfondo delle vicende. È una scelta voluta quella di non esplorare l'aspetto affettivo/sentimentale di Nasi?
WM: Non ci interessava indagarla perché è chiaro che Nasi ha messo in secondo in piano la propria vita affettiva privata e non era questo il focus della nostra trama. Tuttavia sembra evidente che nel corso del romanzo il carico sentimentale di Nasi si sposta progressivamente da David a Manuel, che non è solo un "figliol prodigo" a cui passare il testimone. Ci sono un paio di momenti nella terza parte del romanzo in cui questo passaggio è suggerito, anche se il ritmo incalzante della trama può farli passare inosservati.
 
6) Nasi spinge all'azione e al mutamento interiore tutti i personaggi che lo affiancano. Anche il refrattario Ismail (fino a un certo punto, almeno). L'impressione è che Y.N. emerga come vero protagonista del romanzo, come origine di ogni cambiamento, come motore del flusso narrativo, anche più dell'io narrante…
WM: Questa impressione è dovuta al fatto che per larga parte del romanzo le fortune del protagonista e quelle di Yossef Nasi si sovrappongono. Alle soglie del finale però i due si dividono e affrontano separatamente il proprio destino, che è parecchio diverso per ciascuno di loro. Ad ogni modo è legittimo pensare che Altai abbia un doppio protagonista.
 
7) Per edificare il “giardino” di Cipro, Yossef N. decide di investire la realtà con lo scontro diretto, distruttivo e dispendioso. Mehmet Sokollu agisce invece secondo il principio obliquo della non-contesa, osserva l'avversario progettare il proprio fallimento.
Quali sono i limiti della prassi bellica scelta da Nasi? Quali i motivi della sua sconfitta?
WM: Nasi commette due errori. Il primo è di ordine strategico: pensare che la libertà possa nascere da un atto imperialista, mentre questo non può mai essere vero. Il secondo errore è piuttosto etico: pensare che si possa vincere con un solo colpo da maestri, che si possa battere la sorte una volta per tutte, realizzando il piano perfetto. Nasi pensa di poter far collimare tutto e di poter fregare tutti, avversari e alleati. E' la sua hybris a tradirlo. Per questo è la figura più tragica del romanzo.
 
(*) Per approfondire:
Sito ufficiale di Altai:

Altai, il nuovo romanzo dei Wu Ming

Esce oggi in libreria Altai, il nuovo romanzo di Wu Ming. La grafica di copertina è simile a quella del mio layout, particolarmente bella.

Per chi, come me, è stato all'incontro con i Wu Ming in biblioteca a Modigliana alla serata "10 anni dopo Q (aspettando Altai)" (al link sono pubblicati alcuni estratti audio della serata) la storia è già in fase di carburazione, letto il libro passerò a bazzicare il sito dedicato al libro per seguire ed eventualmente partecipare all'evoluzione della medesima. Siamo nel XVI secolo ai tempi della cosiddetta battaglia di Lepanto.

Nel calendario delle presentazioni è prevista anche una serata a Forlì il 9 dicembre.

Girolamo De Michele a Modigliana

Copertina del libro di Girolamo De Michele "Con la faccia di cera"Inizia AUTORJTINERA, il ciclo di incontri letterari organizzati dalla biblioteca di Modigliana.

Nel primo incontro, il 7 ottobre 2009 Girolamo De Michele presenta "Con la faccia di cera" edizioni Verdenero (l’ottima collana editoriale di Edizione Ambiente, all’interno del sito verdenero.it ci sono molti contenuti e video interessanti.

Ricordo che De Michele ha sempre pubblicato i suoi romanzi in copyleft e si possono trovare nel redivivo sito de iQuindici.

Il programma completo.

Acido lattico online

Questo blog ha seguito ACIDO LATTICO quando è stato presentato a Forlì, quando l’autore Saverio Fattori l’ha presentato alla radio, ora (già da tempo a dir la verità) il romanzo ha raggiunto il Nirvana: è scaricabile online con licenza copyleft.

Per dare un’occhiata ai romanzi precedenti di Saverio Fattori basta digitare saverio dalla home page dell’editore Gaffi.

Listen listen listen

In questo periodo i podcast di radio 3 sono come al solito particolarmente interessanti, i lettori mp3 rappresentano una risorsa preziosa, riescono (potenzialmente) a coprire i tempi morti della vita con contenuti talmente buoni…. da rendere il tempo morto la vera ricchezza della vita!

Per chi non ha tempo di leggere Gomorra può ascoltare Saviano in Napoli dentro il vulcano, gli mp3 sono imperdibili anche se non ci sono tutti, a differenza di quelli in streaming. Consiglio vivamente “La musica racconta Napoli” come ottimo complemento musicale al libro.

Da tenere sempre d’occhio i FILE URBANI, ottime selezioni musicali dedicate alle città del mondo, curate da Marco Boccitto, in particolare è in elenco l’omaggio alla Genova di De André (ricordato anche da Ascanio Celestini in Storyville)

A Fahreneit Saverio Fattori, un autore che ha sempre pubblicato libri copyleft con l’editore Gaffi presenta il suo ultimo lavoro “sull’organismo umano”: ACIDO LATTICO.

NOTA: gli mp3 si rinnovano velocemente sugli archivi di radio 3, i link potrebbero non corrispondere alla descrizione quando leggerai questo post.

Copyleft festival 2008 – Arezzo

quello che segue è il comunicato stampa ufficiale, lievemente corretto/integrato dal sottoscritto, nessuno scherzetto.

 

COPYLEFT FESTIVAL 2008”: DALL’11 AL 14 SETTEMBRE

AREZZO CAPITALE DELLA CULTURA LIBERA

Con Kai Zen, Philippe Agrain, Giancarlo De Cataldo, Antonella Beccaria,

Gianni Biondillo, Marcello Baraghini, proiezioni, spettacoli, tavole rotonde, barcamp

il programma in pdf

Copyleft Festival 2008: quattro giorni di dibattiti, incontri, musica e spettacoli per parlare di copyleft e licenze creative commons. Dall’11 al 14 settembre Arezzo sarà la capitale della libera circolazione di idee e del sapere. La rassegna, organizzata dall’Associazione InProspettiva si svolgerà nelle piazze centrali di Arezzo e vedrà decine di ospiti interagire con il pubblico.

 

Dal dibattito sui beni comuni con il matematico e informatico Philippe Agrain al racconto su Licio Gelli frutto del lavoro dell’officina narrativa Kai Zen, dal concorso Corti in Creative Commons alla tavola rotonda su letteratura di genere e critica sociale, passando per la proiezione di Zero, film inchiesta sull’11 Settembre 2001, i disegnatori di IUK e quelli della Scuola Internazionale di Comics che disegneranno ogni giorno il racconto dei Kai Zen, gli spettacoli teatrali di Saverio Tommasi e Christian Biasco, la satira di Daniele Caluri ed Emiliano Pagani, la musica di Homework e Reddarmy, i libri di Alegre, Stampa Alternativa, Gaffi, il fumetto di Becco Giallo, i dibattiti sul futuro della musica, del software open source, il bar camp sui newmedia, i workshop di fumetto e letteratura: questo ed altro ancora è Copyleft Festival 2008.

 

Più di 35 eventi in quattro giorni, 80 ospiti, quasi trenta collaborazioni con realtà spesso molto diverse tra loro, da Arcoiris ad Arci, dalla campagna Coop “Il cuore di scioglie” all’iniziativa “No Pago” a cui aderiranno le biblioteche della provincia di Arezzo. Tanti gli ospiti, autori scrittori, disegnatori tra cui anche Giancarlo de Cataldo protagonista dello spazio Copyleft off: un autore che non scrive in copyleft presenta la sua opera e partecipa al dibattito. Saranno poi presenti i produttori cinematografici Licaoni, la giornalista e scrittrice Antonella Beccaria nella doppia veste di moderatrice dell’incontro su “Letteratura di genere e critica sociale” e autrice del suo ultimo libro “Uno bianca e trame nere”, gli scrittori Gianni Biondillo e Serge Quadruppani, il fondatore di stampa alternativa Marcello Baraghini e tanti altri ospiti.

 

Una seconda edizione che racchiude il meglio delle opere dell’ingegno rilasciate in creative commons durante l’anno appena trascorso, un’edizione che guarda a tematiche sociali e di impegno civile, un’edizione che instaura collaborazioni con realtà fino ad oggi estranee al mondo del copyleft e che cerca allo stesso tempo di mantenere fede alla sua originale vocazione divulgativa. La filosofia di copyleft, che sta trovando sempre più campo e adesioni anche in Italia, non nega il diritto d’autore, ma consente che dell’opera di ingegno (testo, software, musica eccetera) si possa fare libero uso, purché non a fini di lucro e citandone l’autore. In questo quadro le “opere dell’ingegno” si considera non solo come “produzioni” dell’ingegno, ma “motori” a loro volta di nuove idee e concetti, in un’ottica generale di libera diffusione della cultura. I vantaggi principali del copyleft sono infatti la gratuità e la più rapida circolazione della conoscenza, che a sua volta garantisce anche visibilità e successo agli autori.

 

Ogni giorno a Copyleft Festival saranno presenti anche stand di case editrici e partner del festival, le esposizioni di una mostra fotografica “Feeling blue” di Luca Deravignone e delle tavole del progetto “Schiaffo”.

 

Tutte le info di Copyleft Festival su www.copyleftfestival.net

 

 

 

Creative commons & copyleft culture Festival a Parma

Si rinnova l’appuntamento (poco pubblicizzato devo dire) a Parma con la "free culture", l’edizione del 2007 è riassunta in questo ottimo video.

Il programma offre teatro, musica (con la collaborazione di Jamendo) e incontri magari con aperitivo.

24-25-26 Luglio 2008
Fattoria di Vigheffio
via Vigheffio, 17
Parma

INGRESSO LIBERO E GRATUITO

Non paghi di leggere – The Disney trap atto secondo

Imperdibile il video su youtube di Monica Mazzitelli contro il prestito a pagamento in biblioteca. Una Pippi calzelunghe più autonoma che mai, guida i suoi amici libri (54 di Wu Ming, Blonde della Oates, Don Chisciotte, Amleto e tanti altri) verso la libertà…. di noi lettori. L’animazione è notevole e spassosissima, Monica Mazzitelli, con i tacchi a spillo per aria ed i capelli viola, se / ve / me la gioca proprio bene. Chi si fosse perso la puntata precedente può guardare il primo atto: The Disney Trap: How Copyright Steals our Stories.

Gli ultimi libri che ho preso in biblioteca pochi giorni fa sono di Giulio coniglio e della Pimpa con mia figlia, un’infanzia felice… per ora.