Da Venerdì 15 Aprile a Cervia è Radio3 in festival

Il 15, 16 e 17 aprile Radio3 dà appuntamento ai suoi ascoltatori a Cervia per la quinta edizione di Radio3 In Festival. Un fine settimana pieno di sorprese, dove la maggior parte della programmazione della rete si trasferirà nella cittadina della riviera romagnola per condividere con il suo pubblico cultura, informazione, musica ed emozioni.

Il sito di Radio3 in festival, Il programma, Gli ospiti

Il 15, 16 e 17 aprile Radio3 dà appuntamento ai suoi ascoltatori a Cervia per la quinta edizione di Radio3 In Festival. Un fine settimana pieno di sorprese, dove la maggior parte della programmazione della rete si trasferirà nella cittadina della riviera romagnola per condividere con il suo pubblico cultura, informazione, musica ed emozioni.

Fare con l’H al centro

Il primo libro che ti è viene in mente quando senti notizia di questa incredibile forma di censura è con ogni probabilità, forse anche se non l'hai letto, Fahrenheit 451 di Ray Bradbury.

Il libro offre il titolo alla mia trasmissione radiofonica preferita Fahrenheit, tutti i giorni lavorativi inizia alle 15 su radio 3 rai, la mail è "fare con l'H al centro chiocciola rai punto it".

Ma, devo confessare, che il libro mi fa anche venire in mente il moderatamente iper-provocatorio video musicale di una certa Rachel Bloom su youtube intitolato "Fuck me, Ray Bradbury", purtroppo il video è riservato agli utenti registrati sotto youtube ma si trova ugualmente, basta cercare sotto google, qui per esempio è anche sottotitolato in italiano.

Rachel Bloom grazie al suo pezzo di ottimo rock, ha potuto anche incontrare il grande scrittore di fantascienza. Mi sembra il minimo.

I campanacci di Tonara

Le storie sono esseri viventi, si riproducono, evolvono, si trasformano e replicano su ogni mezzo possibile per meglio adattarsi all'ambiente circostante.

La storia "Io, scrittore artigiano nella bottega di Ignazio Floris"  mi ha "usato" per trasformarsi in html indicizzabile dai web crawler, segno  che gode di buona salute. Quella che segue è la trascrizione grezza di parte della lezione tenuta all'Università di San Marino da Wu Ming1 in occasione di un master sulla comunicazione. Il file originale in formato mp3 si trova nell'audioteca del collettivo Wu Ming, una sezione del loro sito continuamente aggiornata con estratti di conferenze, reading, interviste, canzoni ecc.

Nel settembre scorso ero in Barbagia per un festival letterario in un paese che si chiama Tonara. Proprio sui monti della Barbagia c'è questo festival letterario in cui sono dato intervenire e…. li c'e' uno degli ultimi campanacciari, si chiama Ignazio Floris.
I campanacciari sono quegli artigiani che fanno le campanelle che vanno al collo delle pecore.
Io non ne sapevo assolutamente  nulla di questa storia delle campanelle, per me era un argomento alieno, di campanacci non ne sapevo assolutamente nulla assolutamente niente, non mi ero mai interessato di quel mondo lì, della pastorizia o cose di questo tipo, quindi sono andato a vedere questo laboratorio artigiano sì, con una certa curiosità, però una curiosità superficiale e invece è stato un piccolo evento perchè questo Floris mi ha aperto un mondo, nel senso che prima non me ne fregava assolutamente niente, anche oggi non è che me ne occupi ma in quell'ora in cui sono stato a vedere Floris che lavorava, i campanacci sono stati la cosa più importante del mondo in quel momento è quello che… il saper fare bene un lavoro e il saperlo anche comunicare con amore, la fatica ma anche le soddisfazioni di quel lavoro ti può veramente rapire.
Praticamente io ho scoperto che un campanacciaro deve essere anche un musicologo e un musicista, perchè ogni campanaccio che lui fa (si ottengono martellando delle lastre di lamiera finchè non hanno la forma giusta) ognuno di questi campanacci deve avere una sua nota, a seconda delle dimensioni e di alcune martellate piazzate proprio al millimentro in punti strategici al lato del campanaccio si può accordare addirittura di un quarto di tono di differenza da un campanaccio all'altro. E deve saperne di musica, deve essere addirittura un esperto di musica perchè pare che ogni gregge di pecore abbia una sua melodia.
Quando il pastore va dal campanacciaro a comprare il campanaccio si fa accompagnare dal suo "musicologo", sicuramente nella lingua sarda esiste un nome spcifico per questa figura, forse l'avrà anche detto ma non me lo ricordo, ma c'e' questa scena che ha descritto che è fenomenale:
il pastore entra dentro il laboratorio e comincia a provare, insieme al campanacciaro i suoni dei campanacci perchè a seconda dell'età della pecora, a seconda delle dimensioni del gregge, a seconda di quali note suonano le altre pecore camminando, va scelto il campanaccio.
Il "musicologo" di fiducia del pastore rimane seduto fuori, dando le spalle alla porta in modo da non essere influenzato da nulla di visivo, nessuno dice nulla, questa scena avviene in un silenzio concentratissimo e quindi dentro i due fanno "tonnnn"… aspettano che finisca di tintinnar la nota, e il "musicologo" fuori si esprime in un verso gutturale che a seconda di come è intonato anche quello, vuol dire questo va bene…no prova ancora….e questa cosa va avanti finchè per quella specifica pecora non viene trovato il campanaccio che emette esattamente quella nota, cioè un orecchio esperto sa distinguere in lontananza dal suono di questo melodioso scampanare variegato quale gregge si sta avvicinando, perchè pare che ad un orecchio esperto ogni gregge abbia la sua musica e questa cosa mi ha affascinato perchè, come me l'ha raccontato questo artigiano, come me l'ha fatto vedere: in quattro e quattr'otto ha preso un foglio di lamiera e ha fatto un campanaccio con una perizia dei movimenti una sapienza incredibile e mi ha fatto un campanellino minuscolo che è il più piccolo in assoluto è quello che viene messo all'agnello e oggi ci gioca mia figlia, e me lo sono portato a casa molto fiero di questa cosa.
Questa persona è anche un intellettuale non solo sa di musica è anche assessore alla cultura a Tonara e gi ho detto: guarda io mi sono sempre definito un artigiano, noi come gruppo di scrittori ci siamo sempre definiti un laboratorio di artigianato e oggi tu mi confermi un'intuiziona vaga che abbiamo avuto, tu mi confermi perchè noi ci siamo sempre descritti in questo modo, cioè perchè l'amore che mi aveva descritto questa fatica quotidiana che produce questi risultati, questo creare qualcosa da un nulla, da un inarticolato, creare qualcosa con questo, appunto, percuotere, cozzare questo CH che ricorda, mi aveva veramente affascinato e mi ha rafforzato nella convinzione che è questo di cui dobbiamo cercare di rendere il senso la scrittura è un lavoro quindi l'amore per uno scrivere che crei qualcosa, per uno scrivere che produca una buona comunicazione,
per uno scrivere che metta in contatto le persone tra loro.

File urbani – Bologna

File Urbani è un programma in onda su radio 3 il fine settimana. Ogni puntata è dedicata alle musiche ed agli artisti musicali che "caratterizzano" una determinata città del mondo. Il seguente link porta alla pagina che elenca i file delle trasmissioni scaricabili in formato mp3. La mia collezione di città inizia ad essere piuttosto estesa (78 mp3 di quasi altrettante città) ed è un ottimo modo per viaggiare, perlomeno con le orecchie!

Bella anche la puntata dedicata alla città che più amo ed odio al mondo: Bologna. Attenzione, il link citato si aggiorna molto piuttosto velocemente.

Festival di musica popolare a Forlimpopoli

Ci sono passato per caso qualche anno fa, ed è un festival veramente di musica popolare.

Trascrivo, riassumendo, l’incredibile programma dalla seguente pagina del sito organizzatore.

15° FESTIVAL DI MUSICA POPOLARE
Forlimpopoli 27 28 29 30 Agosto 2009
Rocca di Forlimpopoli

SUL FILO DELLA MEMORIA
Dai porti alle strade, dai campi alle piazze, dai bordelli alle culle
Quando la musica racconta

IL PIACERE DEL RACCONTO

Il nostro Festival di Musica Popolare compie 15 anni e la nostra Scuola di Musica Popolare si appresta ad iniziare il 24° anno di attività. Se all’inizio di tutto ciò, l’idea di scavare nei meandri delle musiche dei popoli, studiarle, riproporle, rielaborarle era esaltante, oggi, passato tanto tempo, la domanda amletica che spesso ci rivolgono, magari anche sfotticchiando un po’, è: “ma cosa è la Musica Popolare”? Il che ci mette in buca subito: esiste forse una musica “impopolare”?
Fino a qualche decennio fa, la risposta era più semplice. Quando il termine globalizzazione non esisteva e sistemi e mezzi di comunicazione erano arcaici, era facile capire che vi erano musiche tipiche dei popoli, testimonianze di abitudini, costumi, lavoro e rituali, nelle quali i popoli si identificano, nelle quali il popolo riconosce la “musica del mio paese”. Era molto facile per un sardo, appena orecchiato un “canto a tenores” dire “la musica della mia terra”, così come per un greco, senegalese, un magiaro e così via.
Francamente oggi è più probabile che un adolescente romagnolo si identifichi maggiormente in una serata all’insegna della tecno più assordante, piuttosto che in un saltarello o una polchetta.
La nostra risposta deve quindi cambiare? E qui, o ci perdiamo nei meandri dell’analisi socio linguistica e non ne usciamo più o propendiamo per la risposta attendibile e più semplice: la Musica Popolare è ciò che è sempre stato, quella che si tramanda, che si racconta.
Il nostro festival si caratterizza nel panorama italiano per avere sempre avuto un taglio tematico: in sintesi non ci interessa l’ennesimo festival folk generico. Certamente è un festival ed il tema per un festival non può che essere elastico e interpretabile dagli artisti invitati.
Cuore di questa edizione è quindi il racconto, la narrazione, la linfa stessa della musica popolare. Artisti di diversi paesi ci racconteranno, attraverso le loro poetiche, vite, passioni, tragedie, speranze dei loro paesi. Così Bevinda canterà la Saudade (nostalgia), espressione sì tipica del Fado portoghese, ma condizione di tutte le terre di mare. SalentOrkestra affronta il ricco repertorio della tradizione pugliese, dalle celebri pizziche derivanti dal tarantismo ai canti di lavoro e di racconto. I nostri cantastorie romagnoli Pietro Corbari e Licia Castellari presentano la storia dell’Oriente Bar e del suo Juke Box e NyckelOud ci farà scoprire ciò che può accadere quando il più arabo e il più europeo degli strumenti si incontrano. Janos Hasur, con il suo Gulasch, vero e musicato, ci farà gustare sapori e colori della sua Ungheria e dell’Est Europeo. In fondo, se tanta gente, dopo tanti anni, continua a partecipare con entusiasmo a questi incontri, rinnovandosi e aumentando, forse significa la Musica Popolare da raccontare ne ha ancora tante.

Marco Bartolini, Marco Tadolini
Scuola di Musica Popolare di Forlimpopoli

GIOVEDì 27 AGOSTO
Ore 21,00 Rocca di Forlimpopoli – Arena Cinema Verdi
ASPETTANDO IL FESTIVAL
GIOVEDì 27 AGOSTO
Proiezione del film:
L’ OSPITE INATTESO (The Visitor)

VENERDì 28 AGOSTO
Ore 21,00 Rocca di Forlimpopoli – Piazza Fratti

PIETRO CORBARI E LICIA CASTELLARI In Canto Nati (Romagna)
Oriente Bar, il juke box del cantastorie. Viaggio nel tempo fra le due sponde dell’Atlantico.

Pietro Corbari: Voce, chitarra, fisarmonica, narrazione
Licia Castellari: Voce, percussioni, narrazione

BEVINDA (Portogallo)
da Fatum a Luz: viaggio nella musica portoghese tra Fado e Musica d’Autore.

Bevinda canto
Philippe de Sousa, chitarra portoghese
Paul Jarret, chitarra acustica
Gilles Clément , chitarra acustica

SABATO 29 AGOSTO
Ore 21,00 Rocca di Forlimpopoli – Piazza Fratti

PIETRO CORBARI E LICIA CASTELLARI In Canto Nati (Romagna)
Oriente Bar, il juke box del cantastorie.
Viaggio nel tempo fra le due sponde dell’Atlantico.

Pietro Corbari: Voce, chitarra, fisarmonica, narrazione
Licia Castellari: Voce, percussioni, narrazione

SALENTORKESTRA
MARCO TUMA ( fiati)
GIANCARLO PAGLIALUNGA (tamburi a cornice, voce)
DARIO MUCI (bouzouki, chitarra, voce)
MASSIMILIANO MORABITO (organetto)
GIANLUCA LONGO (mandolino,mandoloncello, mandola, chitarra classica, chitarra battente)

DOMENICA 30 AGOSTO
Ore 20,00 Rocca di Forlimpopoli – Piazza Fratti

A cena con il musicista
Il Goulash di Janos Hasur
prenotazione raccomandata al 349 5042215 o musicapopolare@alice.it

Ore 21,00
JANOS HASUR (Ungheria)
Goulash: una ricetta e un violino: il gusto della musica e il suono del racconto.
NYCKELOUD (Belgio – Italia) Racconti, dai deserti alla Scandinavia.

Formazione:
Elias Nardi: Oud
Didier Francois: Nyckelharpa
Carlo La Manna: Contrabbasso
Emanuele Le Pera: Percussioni Arabe

DURANTE TUTTO IL FESTIVAL
esposizione della mostra Fotografica
LA SCUOLA ED IL FESTIVAL DI MUSICA POPOLARE: XX anni ed oltre di Internazionalismo
A cura di Marco Tadolini

FASCISMO, GUERRA E LIBERTà RICONQUISTATA NEI FOGLI VOLANTI POPOLARI
A cura di Gian Paolo Borghi in collaborazione con il Centro di Documentazione Storica del Comune di Ferrara

Museo Archeologico di Forlimpopoli
Museo Casa Artusi

Servizio di ristorazione con prodotti del territorio a cura di:
SAPORI TIPICI.it
"Frutta-Verdura & Prodotti Tipici consegnati a casa tua"
www.sapori-tipici.it

Mercato equo solidale in collaborazione con:
Amnesty International
Makalala
Equamente

Banco Cd, editoria ed informazioni corsi Scuola di Musica Popolare
Esposizione di liuteria tradizionale ed antica

biglietto proiezione giovedì 27:
intero 5€ – ridotto 3€
Biglietto spettacoli:
Intero 8€ – ridotto 6€
Abbonamenti spettacoli: 2 serate 10€ – 3 serate 12€

Ken Saro vive

Questo blog ha sempre avuto in home page il link ad una poesia di Ken Saro Wiwa, uno scrittore africano morto diversi anni fa. E’ il mio personale "io so" riguardo i razzismi di ogni genere. Senza nessuna spiegazione su chi è stato Ken Saro risulta quantomeno incompleta come dedica. Per fortuna Simone Ceciliani, un ragazzo impegnato da tempo nelle periferie del mondo, ora in Nigeria, ha scritto recentemente un’ottimo articolo sulla sua storia.

"Se si portano via a un popolo tutte le sue risorse, gli si porta via la sua terra, se gli si avvelena l’aria, se gli si avvelenano i corsi d’acqua, gli si rende impossibile l’agricoltura e la pesca che rappresentano le attività principali della sua sopravvivenza…se tra gli Ogoni sono più i morti dei nati…allora si porta il popolo all’estinzione". Ken Saro Wiwa

Listen listen listen

In questo periodo i podcast di radio 3 sono come al solito particolarmente interessanti, i lettori mp3 rappresentano una risorsa preziosa, riescono (potenzialmente) a coprire i tempi morti della vita con contenuti talmente buoni…. da rendere il tempo morto la vera ricchezza della vita!

Per chi non ha tempo di leggere Gomorra può ascoltare Saviano in Napoli dentro il vulcano, gli mp3 sono imperdibili anche se non ci sono tutti, a differenza di quelli in streaming. Consiglio vivamente “La musica racconta Napoli” come ottimo complemento musicale al libro.

Da tenere sempre d’occhio i FILE URBANI, ottime selezioni musicali dedicate alle città del mondo, curate da Marco Boccitto, in particolare è in elenco l’omaggio alla Genova di De André (ricordato anche da Ascanio Celestini in Storyville)

A Fahreneit Saverio Fattori, un autore che ha sempre pubblicato libri copyleft con l’editore Gaffi presenta il suo ultimo lavoro “sull’organismo umano”: ACIDO LATTICO.

NOTA: gli mp3 si rinnovano velocemente sugli archivi di radio 3, i link potrebbero non corrispondere alla descrizione quando leggerai questo post.

La libertà, Sancio!

 

E’ in fase di conclusione, a Forlì, un ciclo "multimediale" di appuntamenti dedicati a Don Chisciotte.

Sicuramente non mancherò all’appuntamento del mio più illustre concittadino:

lunedì 15 Dicembre 2008 ore 21- Camera di Commercio Sala Zambelli

LA LIBERTA’, SANCIO! Libertà politica e virtù civile

Maurizio Viroli

Letture tratte da:

Norberto Bobbio

Piero Calamandrei

Aldo Capitini

Su Romagna Oggi un ottimo articolo di presentazione.

Viroli con Bobbio ha pubblicato un libro molto fruibile,  (copyleft?) "Dialogo intorno alla Repubblica".