ivan fantini e valentina bianchi a Ipercorpo 2010 il 18 settembre

Cercherò di passare per un saluto Ivan.

qra
letteratura trasposta in ingredienti fotografati

incontro _ mostra fotografica _ installazione gastronomica
18 settembre dalle ore 21.00
IPERCORPO 2010 _ INFINITAMIGRAZIONE

Fabbrica delle Candele, Piazzetta Corbizzi 30, Forlì

prenotazione obbligatoria
prenotazioni@cittadiebla.it _ 347 3169141


      

qra è un progetto di Ivan Fantini (cuoco) e Valentina Bianchi (fotografa) che intreccia letteratura, fotografia e gastronomia.
Non un semplice reportage fotografico sugli ingredienti ma parole consegnate allo sguardo.
qra è narrazione del presente per mezzo degli ingredienti filtrati dall’occhio che li osserva rendendoli vivi, in movimento.
Il progetto qra, in continua evoluzione, propone una letteratura trasposta in ingredienti fotografati.
Ad oggi gli scritti, letti, cucinati e fotografati sono: Via Crucis di Francesco Niccolini, Dies Irae, Catrame e Hitler di Giuseppe Genna, Il tempo materiale di Giorgio Vasta, Pausa Caffè e L’ubicazione del bene di Giorgio Falco, La futura classe dirigente di Peppe Fiore, Gli anni feroci di Riccardo Bocca, Se mai potrai capire di Marco Andreolli


www.valentinabianchi.com
www.veglieinvolo.com

E-Book: Il futuro del libro – Il futuro degli scrittori

Metto in evidenza questo interessante appuntamento (l'ennesimo che organizza la biblioteca di Misano A.) per informare i miei amici del Forlì user Linux group, dato che stanno discutendo da tempo della tematica e-book. Quello che segue è un veloce estratto dell'ultima newsletter della biblioteca di Misano Adriatico.

Locandina e-book festival - Misano Adriatico

L’Associazione culturale Rablè e la Biblioteca Comunale di Misano Adriatico organizzano il primo Convegno dedicato al futuro del libro (La partecipazione è aperta a tutti gli interessati ed è completamente gratuita.)

E-Book: Il futuro del libro – Il futuro degli scrittori

PROGRAMMA DEL CONVEGNO (qui il documento completo )

Domenica 12 Settembre 2010
ore 10
Il futuro delle biblioteche e delle librerie
Intervengono:
Angela Agnoli, ideatrice della Biblioteca San Giovanni di Pesaro e autrice del libro: Le piazze del sapere- biblioteche e libertà ( Laterza )
Francesco Cataluccio, ex direttore editoriale della Bruno Mondadori e della Bollati Boringhieri e autore del libro " Che fine faranno i libri?"
( Nottetempo)
Andrea Cortellessa, critico letterario e animatore di ISBF, un sito specializzato nella vendita on-line di libri di qualità

ore 17
L'E-reader e l'E-book: una rivoluzione di oggi
Interviene:
Antonio Tombolini, amministratore delegato di Simplicissimus Book Farm, azienda leader degli e-book in Italia

ore 21
Lo scrittore come manager di stesso: le nuove tecnologie e il futuro del libro
Interviene:
Giuseppe Granieri: tra i maggiori esperti italiani di comunicazione e culture digitali. Collabora con alcuni giornali, tra cui La Stampa e L'Espresso. Autore di Umanità accresciuta e Società digitale (Laterza)

Un'ala della biblioteca sarà adibita a mostra di tutti i modelli più recenti di e-reader: sarà possibile vedere come funzionano e provare il loro livello di leggibilità.

Info:
Associazione culturale Rablè
Viale Mazzini 13 47822 Santarcangelo di R.
www.rable.it

Biblioteca Comunale di Misano Adriatico
Via Rossini 7 47843 Misano Adriatico
www.biblioteca.misano.org


Seguono alcuni pensieri volanti:

  • In spiaggia penso sia sempre meglio portarsi un libro cartaceo
  • Avrei invitato anche i Wu Ming (Rablé però li linka dal suo sito)
  • Misano non è praticamente mappata su openstreetmap
  • Misano ha una biblioteca veramente moderna, mi ricorda la Sala Borsa di Bologna (con le debite proporzioni ovviamente)

Una domenica “Alla grande”

Domenica scorsa sono stato a Casola Valsenio alla decima edizione di ErbeInFiore festa delle piante officinali organizzata dal curatissimo giardino delle erbe.

Capitato più o meno casualmente in una pizzeria sulla strada principale di Casola, ho scoperto che era proprio quella di Cristiano Cavina, scrittore conosciuto grazie ad una intervista di qualche anno fa su Fahreneit (Radio3). Proprio in quell'intervista Cavina raccontò che lavorava come pizzaiolo ed effettivamente continua a farlo! Io non l'avevo mai visto di persona ma quando uno dei pizzaioli, cuffiette munito, lasciava intendere che ascoltava i Radiohead, i dubbi che fosse l'interprete / autore di "Un'educazione parallela" su Storyville si diradavano notevolmente. 

Lascio stare i discorsi sulla smitizzazione dell'autore (altro che i Wu Ming) per segnalare che la pizzeria offre una scelta di pizze tutt'altro che banale, giustamente allineata con le risorse che offre Casola Valsenio – paese delle erbe e dei frutti dimenticati, in particolare mi riprometto di tornare a Casola è una favola e provare la pizza alle erbe aromatiche, Cavina sul terrazzo mi ha anche accennato che aveva già sentito parlare di questo blog, addirittura!

Fiore composto a erbeinfiore

Quirino Principe rilegge Tolkien e il signore degli anelli

Venerdì 26 marzo alle ore 21,00 QUIRINO PRINCIPE salirà sul palco misanese (presso il Cinema-teatro Astra di Misano Adriatico) per presentare Il SIGNORE DEGLI ANELLI di Tolkien, uno dei massimi capolavori della letteratura “fantasy". Il Signore degli Anelli è un romanzo di avventure in luoghi remoti e terribili, di episodi d'inesauribile allegria, di segreti paurosi che si svelano a poco a poco, di draghi crudeli e alberi che camminano, di città d'argento e di diamante poco lontane da necropoli tenebrose in cui dimorano esseri che spaventano al solo nominarli, di eserciti luminosi e oscuri. Tutto questo in un mondo immaginario ma ricostruito con cura meticolosa, e in effetti assolutamente verosimile, perché dietro i suoi simboli si nasconde una realtà che dura oltre e malgrado la storia: la lotta, senza tregua, fra il bene e il male.

Quirino Principe ha introdotto Tolkien in Italia curando l’edizione italiana de Il Signore degli Anelli

L'incontro si terrà presso il cinema-teatro Astra di Misano Adriatico via d'Annunzio 20. Ingresso libero sino ad esaurimento posti.

 

link consigliati:

Bolgeri gruppo Tolkieniano di Milano – sono tutti amici miei, una volta hanno addirittura linkato! Questo articolo l'ho fatto solo per loro, invece di inoltrargli la mail della biblioteca.

Stella del mattino – il libro di Wu Ming 4 mi ha fatto capire (oramai è tardi) che la letteratura fantasy non è certo solo intrattenimento. Consigliata la poesia recensione dell'ultimo post.

I campanacci di Tonara

Le storie sono esseri viventi, si riproducono, evolvono, si trasformano e replicano su ogni mezzo possibile per meglio adattarsi all'ambiente circostante.

La storia "Io, scrittore artigiano nella bottega di Ignazio Floris"  mi ha "usato" per trasformarsi in html indicizzabile dai web crawler, segno  che gode di buona salute. Quella che segue è la trascrizione grezza di parte della lezione tenuta all'Università di San Marino da Wu Ming1 in occasione di un master sulla comunicazione. Il file originale in formato mp3 si trova nell'audioteca del collettivo Wu Ming, una sezione del loro sito continuamente aggiornata con estratti di conferenze, reading, interviste, canzoni ecc.

Nel settembre scorso ero in Barbagia per un festival letterario in un paese che si chiama Tonara. Proprio sui monti della Barbagia c'è questo festival letterario in cui sono dato intervenire e…. li c'e' uno degli ultimi campanacciari, si chiama Ignazio Floris.
I campanacciari sono quegli artigiani che fanno le campanelle che vanno al collo delle pecore.
Io non ne sapevo assolutamente  nulla di questa storia delle campanelle, per me era un argomento alieno, di campanacci non ne sapevo assolutamente nulla assolutamente niente, non mi ero mai interessato di quel mondo lì, della pastorizia o cose di questo tipo, quindi sono andato a vedere questo laboratorio artigiano sì, con una certa curiosità, però una curiosità superficiale e invece è stato un piccolo evento perchè questo Floris mi ha aperto un mondo, nel senso che prima non me ne fregava assolutamente niente, anche oggi non è che me ne occupi ma in quell'ora in cui sono stato a vedere Floris che lavorava, i campanacci sono stati la cosa più importante del mondo in quel momento è quello che… il saper fare bene un lavoro e il saperlo anche comunicare con amore, la fatica ma anche le soddisfazioni di quel lavoro ti può veramente rapire.
Praticamente io ho scoperto che un campanacciaro deve essere anche un musicologo e un musicista, perchè ogni campanaccio che lui fa (si ottengono martellando delle lastre di lamiera finchè non hanno la forma giusta) ognuno di questi campanacci deve avere una sua nota, a seconda delle dimensioni e di alcune martellate piazzate proprio al millimentro in punti strategici al lato del campanaccio si può accordare addirittura di un quarto di tono di differenza da un campanaccio all'altro. E deve saperne di musica, deve essere addirittura un esperto di musica perchè pare che ogni gregge di pecore abbia una sua melodia.
Quando il pastore va dal campanacciaro a comprare il campanaccio si fa accompagnare dal suo "musicologo", sicuramente nella lingua sarda esiste un nome spcifico per questa figura, forse l'avrà anche detto ma non me lo ricordo, ma c'e' questa scena che ha descritto che è fenomenale:
il pastore entra dentro il laboratorio e comincia a provare, insieme al campanacciaro i suoni dei campanacci perchè a seconda dell'età della pecora, a seconda delle dimensioni del gregge, a seconda di quali note suonano le altre pecore camminando, va scelto il campanaccio.
Il "musicologo" di fiducia del pastore rimane seduto fuori, dando le spalle alla porta in modo da non essere influenzato da nulla di visivo, nessuno dice nulla, questa scena avviene in un silenzio concentratissimo e quindi dentro i due fanno "tonnnn"… aspettano che finisca di tintinnar la nota, e il "musicologo" fuori si esprime in un verso gutturale che a seconda di come è intonato anche quello, vuol dire questo va bene…no prova ancora….e questa cosa va avanti finchè per quella specifica pecora non viene trovato il campanaccio che emette esattamente quella nota, cioè un orecchio esperto sa distinguere in lontananza dal suono di questo melodioso scampanare variegato quale gregge si sta avvicinando, perchè pare che ad un orecchio esperto ogni gregge abbia la sua musica e questa cosa mi ha affascinato perchè, come me l'ha raccontato questo artigiano, come me l'ha fatto vedere: in quattro e quattr'otto ha preso un foglio di lamiera e ha fatto un campanaccio con una perizia dei movimenti una sapienza incredibile e mi ha fatto un campanellino minuscolo che è il più piccolo in assoluto è quello che viene messo all'agnello e oggi ci gioca mia figlia, e me lo sono portato a casa molto fiero di questa cosa.
Questa persona è anche un intellettuale non solo sa di musica è anche assessore alla cultura a Tonara e gi ho detto: guarda io mi sono sempre definito un artigiano, noi come gruppo di scrittori ci siamo sempre definiti un laboratorio di artigianato e oggi tu mi confermi un'intuiziona vaga che abbiamo avuto, tu mi confermi perchè noi ci siamo sempre descritti in questo modo, cioè perchè l'amore che mi aveva descritto questa fatica quotidiana che produce questi risultati, questo creare qualcosa da un nulla, da un inarticolato, creare qualcosa con questo, appunto, percuotere, cozzare questo CH che ricorda, mi aveva veramente affascinato e mi ha rafforzato nella convinzione che è questo di cui dobbiamo cercare di rendere il senso la scrittura è un lavoro quindi l'amore per uno scrivere che crei qualcosa, per uno scrivere che produca una buona comunicazione,
per uno scrivere che metta in contatto le persone tra loro.

ALTAI: intervista “monotematica” a Wu Ming. Riflessioni intorno alla figura di Yossef Nasi.

(di Anna Luisa Santinelli)
 
ATTENZIONE SPOILER. LETTURA CONSIGLIATA A CHI HA GIA' LETTO ALTAI
 
[Il collettivo Wu Ming ha da poco pubblicato per Einaudi il romanzo Altai  (pp. 411, € 19.50 ) ideale “seguito” di quel Q scritto nel lontano 1999 con lo pseudonimo Luther Blissett: in realtà, uno iato cronologico di quindici anni separa i due libri e le vicende in essi narrate. Poiché in rete esistono già valide interviste (*) su molteplici aspetti del romanzo, ho deciso di rivolgere a Wu Ming una serie di domande monotematiche, concentrando l'attenzione su di un solo personaggio, Yossef Nasi, figura portante nell'architettura del libro. Achtung! SPOILER!]
 
 
Battaglia di Lepanto - link alla pagina su wikipedia1) In Q si chiama João Miquez in Altai è Yossef Nasi, in pratica l'evoluzione, da un romanzo all'altro, dello stesso personaggio. Quali sono le differenze principali tra i “due” e soprattutto, tale diversità è condizionata dalla scomparsa in Altai di Beatrice de Luna?
WM: In Q la figura di João Miquez era in effetti subordinata a quella di Beatrice. In Altai è lui a venire in primo piano con tutto il suo carico di forza e ambizione. Tuttavia il rapporto che muta radicalmente da un romanzo all'altro è con ogni evidenza quello tra lui e il vecchio protagonista di Q. La relazione di amicizia che si è consumata nei quindici anni intercorsi e che noi non raccontiamo aleggia su tutta la seconda parte di Altai.
 

2) Il progetto sionista di Yossef Nasi e di sua zia – trasformare Cipro in una Terra Promessa per fuggiaschi, proscritti ed ebrei della Diaspora - poggia su basi storiche?  Dove finisce la Storia, dove inizia la finzione narrativa?

WM: Storicamente i Nasi diedero vita alla colonia di Tiberiade, che durò più di un secolo. Su Cipro non sappiamo invece quali fossero i progetti di Yossef Nasi, ma è certo che se il sultano turco avesse mantenuto la parola e l'avesse nominato sovrano dell'isola, Yossef Nasi sarebbe stato il primo re giudeo dopo quindici secoli di Diaspora. Noi abbiamo voluto immaginare quale sarebbe potuto essere il suo progetto, lo abbiamo reso ambizioso, perfino utopico. Conoscendo la grandiosa biografia del personaggio, non ci è sembrato inverosimile.
 

3) Come lettrice ho provato una sorta di “empatia a corrente alternata” verso questo personaggio dispensatore di fascino: il suo, è un impiego strumentale della religione – in tal caso siamo di fronte a un *politico puro* – o la sua essenza spirituale è un afflato sincero?
Il “vostro” Yossef Nasi chi è realmente?
WM: E chi lo sa!? Non è mai facile stabilire dei confini netti tra realismo politico e fede. In Yossef convivono entrambi gli elementi. Del resto, chi è più fedele? Chi si lascia martirizzare pur di non rinnegare la propria fede, o chi la conserva segretamente per poterla traghettare verso nuovi lidi e tempi migliori? I Nasi agirono sempre per conservare il patrimonio e il potere di famiglia, per aiutare gli ebrei perseguitati, per salvaguardare la cultura giudaica e creare una prospettiva politica, per diventare più forti. La loro visione teneva tutto questo assieme e li portava a convertirsi, a blandire monarchi e imperatori, ma senza perdere una visione collettiva. Questo loro atteggiamento venne visto da non pochi ebrei del loro tempo come una sorta di doppiezza opportunistica. Eppure non ci sono dubbi che Gracia e Yossef Nasi siano stati gli ebrei più importanti e famosi del XVI secolo. Gracia Nasi alias Beatriz de Luna è considerata ancora oggi una grande matriarca della storia giudaica.
 
4) Il rapporto tra Manuel Cardoso e Nasi è mutevole, varia nel corso della narrazione. È una corrispondenza padre/figlio, maestro/discepolo, leader/supporter, e infine sembra manifestarsi come fratellanza per convergenza d'intenti, saldata da stima e affetto. È così…?
WM: Sì. E' un rapporto archetipico ed esclusivo tra maschio "anziano" e maschio "giovane". E infatti taglia fuori le donne, chiunque esse siano. Quando il discepolo cresce, prende le distanze dalla figura paterna e agisce di testa propria, senza per questo smettere di amarla. Per riuscirci ha però bisogno del contatto con una seconda figura maschile, una specie di zio che è rappresentato da Ismail, e che fa il controcanto a Yossef. Alla fine Manuel riesce a compiere il processo di crescita che gli era sempre stato negato, ma avrà bisogno di riconciliarsi anche con lo spettro del femminino che lo insegue da sempre, con la figura materna. Soltanto questo sana la sua ferita, senza per altro esimerlo dall'espiazione, cioè dalle conseguenze pratiche delle proprie scelte.
 
5) La relazione omosessuale tra Yossef e David è poco marcata, resta sempre sullo sfondo delle vicende. È una scelta voluta quella di non esplorare l'aspetto affettivo/sentimentale di Nasi?
WM: Non ci interessava indagarla perché è chiaro che Nasi ha messo in secondo in piano la propria vita affettiva privata e non era questo il focus della nostra trama. Tuttavia sembra evidente che nel corso del romanzo il carico sentimentale di Nasi si sposta progressivamente da David a Manuel, che non è solo un "figliol prodigo" a cui passare il testimone. Ci sono un paio di momenti nella terza parte del romanzo in cui questo passaggio è suggerito, anche se il ritmo incalzante della trama può farli passare inosservati.
 
6) Nasi spinge all'azione e al mutamento interiore tutti i personaggi che lo affiancano. Anche il refrattario Ismail (fino a un certo punto, almeno). L'impressione è che Y.N. emerga come vero protagonista del romanzo, come origine di ogni cambiamento, come motore del flusso narrativo, anche più dell'io narrante…
WM: Questa impressione è dovuta al fatto che per larga parte del romanzo le fortune del protagonista e quelle di Yossef Nasi si sovrappongono. Alle soglie del finale però i due si dividono e affrontano separatamente il proprio destino, che è parecchio diverso per ciascuno di loro. Ad ogni modo è legittimo pensare che Altai abbia un doppio protagonista.
 
7) Per edificare il “giardino” di Cipro, Yossef N. decide di investire la realtà con lo scontro diretto, distruttivo e dispendioso. Mehmet Sokollu agisce invece secondo il principio obliquo della non-contesa, osserva l'avversario progettare il proprio fallimento.
Quali sono i limiti della prassi bellica scelta da Nasi? Quali i motivi della sua sconfitta?
WM: Nasi commette due errori. Il primo è di ordine strategico: pensare che la libertà possa nascere da un atto imperialista, mentre questo non può mai essere vero. Il secondo errore è piuttosto etico: pensare che si possa vincere con un solo colpo da maestri, che si possa battere la sorte una volta per tutte, realizzando il piano perfetto. Nasi pensa di poter far collimare tutto e di poter fregare tutti, avversari e alleati. E' la sua hybris a tradirlo. Per questo è la figura più tragica del romanzo.
 
(*) Per approfondire:
Sito ufficiale di Altai:

Maurizio Viroli al teatro Bonci a Cesena

UNO SCRITTORE LE SUE MUSICHE

Teatro A. Bonci – Cesena

sabato 28 novembre 2009 ore 21,00

MAURIZIO VIROLI/ Giuseppe Verdi

Presentazione del libro di Maurizio Viroli

Come se Dio ci fosse (Einaudi, 2009)

narrazione di Maurizio Viroli

leggono Denio Derni e Matteo Sintucci

al pianoforte Carlo Pari

prima rappresentazione
ingresso gratuito

 

 

Lo spettacolo si svolge con il pubblico sul palcoscenico.

A spettacolo iniziato non è possibile accedere al palcoscenico

 

fonte notizia

Altai, il nuovo romanzo dei Wu Ming

Esce oggi in libreria Altai, il nuovo romanzo di Wu Ming. La grafica di copertina è simile a quella del mio layout, particolarmente bella.

Per chi, come me, è stato all'incontro con i Wu Ming in biblioteca a Modigliana alla serata "10 anni dopo Q (aspettando Altai)" (al link sono pubblicati alcuni estratti audio della serata) la storia è già in fase di carburazione, letto il libro passerò a bazzicare il sito dedicato al libro per seguire ed eventualmente partecipare all'evoluzione della medesima. Siamo nel XVI secolo ai tempi della cosiddetta battaglia di Lepanto.

Nel calendario delle presentazioni è prevista anche una serata a Forlì il 9 dicembre.

Switch to our mobile site