I campanacci di Tonara

Le storie sono esseri viventi, si riproducono, evolvono, si trasformano e replicano su ogni mezzo possibile per meglio adattarsi all'ambiente circostante.

La storia "Io, scrittore artigiano nella bottega di Ignazio Floris"  mi ha "usato" per trasformarsi in html indicizzabile dai web crawler, segno  che gode di buona salute. Quella che segue è la trascrizione grezza di parte della lezione tenuta all'Università di San Marino da Wu Ming1 in occasione di un master sulla comunicazione. Il file originale in formato mp3 si trova nell'audioteca del collettivo Wu Ming, una sezione del loro sito continuamente aggiornata con estratti di conferenze, reading, interviste, canzoni ecc.

Nel settembre scorso ero in Barbagia per un festival letterario in un paese che si chiama Tonara. Proprio sui monti della Barbagia c'è questo festival letterario in cui sono dato intervenire e…. li c'e' uno degli ultimi campanacciari, si chiama Ignazio Floris.
I campanacciari sono quegli artigiani che fanno le campanelle che vanno al collo delle pecore.
Io non ne sapevo assolutamente  nulla di questa storia delle campanelle, per me era un argomento alieno, di campanacci non ne sapevo assolutamente nulla assolutamente niente, non mi ero mai interessato di quel mondo lì, della pastorizia o cose di questo tipo, quindi sono andato a vedere questo laboratorio artigiano sì, con una certa curiosità, però una curiosità superficiale e invece è stato un piccolo evento perchè questo Floris mi ha aperto un mondo, nel senso che prima non me ne fregava assolutamente niente, anche oggi non è che me ne occupi ma in quell'ora in cui sono stato a vedere Floris che lavorava, i campanacci sono stati la cosa più importante del mondo in quel momento è quello che… il saper fare bene un lavoro e il saperlo anche comunicare con amore, la fatica ma anche le soddisfazioni di quel lavoro ti può veramente rapire.
Praticamente io ho scoperto che un campanacciaro deve essere anche un musicologo e un musicista, perchè ogni campanaccio che lui fa (si ottengono martellando delle lastre di lamiera finchè non hanno la forma giusta) ognuno di questi campanacci deve avere una sua nota, a seconda delle dimensioni e di alcune martellate piazzate proprio al millimentro in punti strategici al lato del campanaccio si può accordare addirittura di un quarto di tono di differenza da un campanaccio all'altro. E deve saperne di musica, deve essere addirittura un esperto di musica perchè pare che ogni gregge di pecore abbia una sua melodia.
Quando il pastore va dal campanacciaro a comprare il campanaccio si fa accompagnare dal suo "musicologo", sicuramente nella lingua sarda esiste un nome spcifico per questa figura, forse l'avrà anche detto ma non me lo ricordo, ma c'e' questa scena che ha descritto che è fenomenale:
il pastore entra dentro il laboratorio e comincia a provare, insieme al campanacciaro i suoni dei campanacci perchè a seconda dell'età della pecora, a seconda delle dimensioni del gregge, a seconda di quali note suonano le altre pecore camminando, va scelto il campanaccio.
Il "musicologo" di fiducia del pastore rimane seduto fuori, dando le spalle alla porta in modo da non essere influenzato da nulla di visivo, nessuno dice nulla, questa scena avviene in un silenzio concentratissimo e quindi dentro i due fanno "tonnnn"… aspettano che finisca di tintinnar la nota, e il "musicologo" fuori si esprime in un verso gutturale che a seconda di come è intonato anche quello, vuol dire questo va bene…no prova ancora….e questa cosa va avanti finchè per quella specifica pecora non viene trovato il campanaccio che emette esattamente quella nota, cioè un orecchio esperto sa distinguere in lontananza dal suono di questo melodioso scampanare variegato quale gregge si sta avvicinando, perchè pare che ad un orecchio esperto ogni gregge abbia la sua musica e questa cosa mi ha affascinato perchè, come me l'ha raccontato questo artigiano, come me l'ha fatto vedere: in quattro e quattr'otto ha preso un foglio di lamiera e ha fatto un campanaccio con una perizia dei movimenti una sapienza incredibile e mi ha fatto un campanellino minuscolo che è il più piccolo in assoluto è quello che viene messo all'agnello e oggi ci gioca mia figlia, e me lo sono portato a casa molto fiero di questa cosa.
Questa persona è anche un intellettuale non solo sa di musica è anche assessore alla cultura a Tonara e gi ho detto: guarda io mi sono sempre definito un artigiano, noi come gruppo di scrittori ci siamo sempre definiti un laboratorio di artigianato e oggi tu mi confermi un'intuiziona vaga che abbiamo avuto, tu mi confermi perchè noi ci siamo sempre descritti in questo modo, cioè perchè l'amore che mi aveva descritto questa fatica quotidiana che produce questi risultati, questo creare qualcosa da un nulla, da un inarticolato, creare qualcosa con questo, appunto, percuotere, cozzare questo CH che ricorda, mi aveva veramente affascinato e mi ha rafforzato nella convinzione che è questo di cui dobbiamo cercare di rendere il senso la scrittura è un lavoro quindi l'amore per uno scrivere che crei qualcosa, per uno scrivere che produca una buona comunicazione,
per uno scrivere che metta in contatto le persone tra loro.

Ritratti d’autore 2010 a Misano Adriatico

Ricevo e inoltro, tramite post sul mio blog personale, la solita, ennesima, immancabile rassegna organizzata dalla biblioteca di Misano Adriatico, aggiungo di mio solo il link ad uno dei blog più seguiti del web.

Venerdì 5 Marzo alle ore 21,00 presso il Cinema-teatro Astra di Misano Adriatico prende il via la rassegna RITRATTI D'AUTORE. Primo ospite il filosofo Carlo Sini che traccerà il ritratto di Baruch Spinoza attraverso la sua opera più importante, l'ETICA. 

Spinoza è forse il filosofo più rivoluzionario di tutti i tempi. Durante la sua breve esistenza fu oggetto di persecuzioni di ogni genere e anche in seguito la sua figura subì vari procedimenti di dannazione della memoria. Nonostante ciò, il suo pensiero, in modo per lo più nascosto ma profondo, non smise mai di influenzare l'intera modernità, soprattutto in campo politico e morale. L'etica di Spinoza è al tempo stesso un inno alla liberazione da ogni superstizione e pregiudizio e un invito a considerare in modo lucido e realistico le molte schiavitù e dipendenze alle quali la vita umana è soggetta. Il cammino di pensiero dell'opera di Spinoza è letteralmente un metodo per tradurre la conoscenza in saggezza personale e sociale. Mai come oggi abbiamo bisogno di Spinoza, del suo pensiero morale, del suo rigore intellettuale. Prossimi ospiti: Umberto Galimberti, Erri De Luca, Quirino Principe, Marco Guzzi. Info: 0541.618424 – website: www.biblioteca.misano.org


File urbani – Bologna

File Urbani è un programma in onda su radio 3 il fine settimana. Ogni puntata è dedicata alle musiche ed agli artisti musicali che "caratterizzano" una determinata città del mondo. Il seguente link porta alla pagina che elenca i file delle trasmissioni scaricabili in formato mp3. La mia collezione di città inizia ad essere piuttosto estesa (78 mp3 di quasi altrettante città) ed è un ottimo modo per viaggiare, perlomeno con le orecchie!

Bella anche la puntata dedicata alla città che più amo ed odio al mondo: Bologna. Attenzione, il link citato si aggiorna molto piuttosto velocemente.

ALTAI: intervista “monotematica” a Wu Ming. Riflessioni intorno alla figura di Yossef Nasi.

(di Anna Luisa Santinelli)
 
ATTENZIONE SPOILER. LETTURA CONSIGLIATA A CHI HA GIA' LETTO ALTAI
 
[Il collettivo Wu Ming ha da poco pubblicato per Einaudi il romanzo Altai  (pp. 411, € 19.50 ) ideale “seguito” di quel Q scritto nel lontano 1999 con lo pseudonimo Luther Blissett: in realtà, uno iato cronologico di quindici anni separa i due libri e le vicende in essi narrate. Poiché in rete esistono già valide interviste (*) su molteplici aspetti del romanzo, ho deciso di rivolgere a Wu Ming una serie di domande monotematiche, concentrando l'attenzione su di un solo personaggio, Yossef Nasi, figura portante nell'architettura del libro. Achtung! SPOILER!]
 
 
Battaglia di Lepanto - link alla pagina su wikipedia1) In Q si chiama João Miquez in Altai è Yossef Nasi, in pratica l'evoluzione, da un romanzo all'altro, dello stesso personaggio. Quali sono le differenze principali tra i “due” e soprattutto, tale diversità è condizionata dalla scomparsa in Altai di Beatrice de Luna?
WM: In Q la figura di João Miquez era in effetti subordinata a quella di Beatrice. In Altai è lui a venire in primo piano con tutto il suo carico di forza e ambizione. Tuttavia il rapporto che muta radicalmente da un romanzo all'altro è con ogni evidenza quello tra lui e il vecchio protagonista di Q. La relazione di amicizia che si è consumata nei quindici anni intercorsi e che noi non raccontiamo aleggia su tutta la seconda parte di Altai.
 

2) Il progetto sionista di Yossef Nasi e di sua zia – trasformare Cipro in una Terra Promessa per fuggiaschi, proscritti ed ebrei della Diaspora - poggia su basi storiche?  Dove finisce la Storia, dove inizia la finzione narrativa?

WM: Storicamente i Nasi diedero vita alla colonia di Tiberiade, che durò più di un secolo. Su Cipro non sappiamo invece quali fossero i progetti di Yossef Nasi, ma è certo che se il sultano turco avesse mantenuto la parola e l'avesse nominato sovrano dell'isola, Yossef Nasi sarebbe stato il primo re giudeo dopo quindici secoli di Diaspora. Noi abbiamo voluto immaginare quale sarebbe potuto essere il suo progetto, lo abbiamo reso ambizioso, perfino utopico. Conoscendo la grandiosa biografia del personaggio, non ci è sembrato inverosimile.
 

3) Come lettrice ho provato una sorta di “empatia a corrente alternata” verso questo personaggio dispensatore di fascino: il suo, è un impiego strumentale della religione – in tal caso siamo di fronte a un *politico puro* – o la sua essenza spirituale è un afflato sincero?
Il “vostro” Yossef Nasi chi è realmente?
WM: E chi lo sa!? Non è mai facile stabilire dei confini netti tra realismo politico e fede. In Yossef convivono entrambi gli elementi. Del resto, chi è più fedele? Chi si lascia martirizzare pur di non rinnegare la propria fede, o chi la conserva segretamente per poterla traghettare verso nuovi lidi e tempi migliori? I Nasi agirono sempre per conservare il patrimonio e il potere di famiglia, per aiutare gli ebrei perseguitati, per salvaguardare la cultura giudaica e creare una prospettiva politica, per diventare più forti. La loro visione teneva tutto questo assieme e li portava a convertirsi, a blandire monarchi e imperatori, ma senza perdere una visione collettiva. Questo loro atteggiamento venne visto da non pochi ebrei del loro tempo come una sorta di doppiezza opportunistica. Eppure non ci sono dubbi che Gracia e Yossef Nasi siano stati gli ebrei più importanti e famosi del XVI secolo. Gracia Nasi alias Beatriz de Luna è considerata ancora oggi una grande matriarca della storia giudaica.
 
4) Il rapporto tra Manuel Cardoso e Nasi è mutevole, varia nel corso della narrazione. È una corrispondenza padre/figlio, maestro/discepolo, leader/supporter, e infine sembra manifestarsi come fratellanza per convergenza d'intenti, saldata da stima e affetto. È così…?
WM: Sì. E' un rapporto archetipico ed esclusivo tra maschio "anziano" e maschio "giovane". E infatti taglia fuori le donne, chiunque esse siano. Quando il discepolo cresce, prende le distanze dalla figura paterna e agisce di testa propria, senza per questo smettere di amarla. Per riuscirci ha però bisogno del contatto con una seconda figura maschile, una specie di zio che è rappresentato da Ismail, e che fa il controcanto a Yossef. Alla fine Manuel riesce a compiere il processo di crescita che gli era sempre stato negato, ma avrà bisogno di riconciliarsi anche con lo spettro del femminino che lo insegue da sempre, con la figura materna. Soltanto questo sana la sua ferita, senza per altro esimerlo dall'espiazione, cioè dalle conseguenze pratiche delle proprie scelte.
 
5) La relazione omosessuale tra Yossef e David è poco marcata, resta sempre sullo sfondo delle vicende. È una scelta voluta quella di non esplorare l'aspetto affettivo/sentimentale di Nasi?
WM: Non ci interessava indagarla perché è chiaro che Nasi ha messo in secondo in piano la propria vita affettiva privata e non era questo il focus della nostra trama. Tuttavia sembra evidente che nel corso del romanzo il carico sentimentale di Nasi si sposta progressivamente da David a Manuel, che non è solo un "figliol prodigo" a cui passare il testimone. Ci sono un paio di momenti nella terza parte del romanzo in cui questo passaggio è suggerito, anche se il ritmo incalzante della trama può farli passare inosservati.
 
6) Nasi spinge all'azione e al mutamento interiore tutti i personaggi che lo affiancano. Anche il refrattario Ismail (fino a un certo punto, almeno). L'impressione è che Y.N. emerga come vero protagonista del romanzo, come origine di ogni cambiamento, come motore del flusso narrativo, anche più dell'io narrante…
WM: Questa impressione è dovuta al fatto che per larga parte del romanzo le fortune del protagonista e quelle di Yossef Nasi si sovrappongono. Alle soglie del finale però i due si dividono e affrontano separatamente il proprio destino, che è parecchio diverso per ciascuno di loro. Ad ogni modo è legittimo pensare che Altai abbia un doppio protagonista.
 
7) Per edificare il “giardino” di Cipro, Yossef N. decide di investire la realtà con lo scontro diretto, distruttivo e dispendioso. Mehmet Sokollu agisce invece secondo il principio obliquo della non-contesa, osserva l'avversario progettare il proprio fallimento.
Quali sono i limiti della prassi bellica scelta da Nasi? Quali i motivi della sua sconfitta?
WM: Nasi commette due errori. Il primo è di ordine strategico: pensare che la libertà possa nascere da un atto imperialista, mentre questo non può mai essere vero. Il secondo errore è piuttosto etico: pensare che si possa vincere con un solo colpo da maestri, che si possa battere la sorte una volta per tutte, realizzando il piano perfetto. Nasi pensa di poter far collimare tutto e di poter fregare tutti, avversari e alleati. E' la sua hybris a tradirlo. Per questo è la figura più tragica del romanzo.
 
(*) Per approfondire:
Sito ufficiale di Altai:

Maurizio Viroli al teatro Bonci a Cesena

UNO SCRITTORE LE SUE MUSICHE

Teatro A. Bonci – Cesena

sabato 28 novembre 2009 ore 21,00

MAURIZIO VIROLI/ Giuseppe Verdi

Presentazione del libro di Maurizio Viroli

Come se Dio ci fosse (Einaudi, 2009)

narrazione di Maurizio Viroli

leggono Denio Derni e Matteo Sintucci

al pianoforte Carlo Pari

prima rappresentazione
ingresso gratuito

 

 

Lo spettacolo si svolge con il pubblico sul palcoscenico.

A spettacolo iniziato non è possibile accedere al palcoscenico

 

fonte notizia

Ambrogio Lorenzetti e l’allegoria del buon governo

E' un piacere/dovere per me riportare  appuntamenti riguardanti il mio più illustre concittadino, non lo citerei solo se andasse in TV:

ISTITUTO ITALIANO PER GLI STUDI FILOSOFICI

Napoli 30 novembre – 4 dicembre 2009, ore 16.00
Maurizio Viroli (Università di Princeton):
LE IMMAGINI DELLA LIBERTÀ: ICONOGRAFIA E PENSIERO POLITICO NELL’ITALIA MEDIOEVALE E MODERNA
Lunedì 30/11, Le virtù politiche nella Cappella degli Scrovegni a Padova. – Martedì 1/12, Lo splendore e la gloria della libera città nel ciclo di Ambrogio Lorenzetti nella Sala dei Nove in Palazzo Pubblico a Siena. – Mercoledì 2/12, Ordine politico e ordine urbano nell’Umanesimo fiorentino. – Giovedì 3/12, L’esaltazione della libertà repubblicana nella Sala del Maggior Consiglio a Genova. – Venerdì 4/12, Il “Paradiso” di Paolo Veronese nel Palazzo Ducale di Venezia.

programma completo

Maurizio Viroli il giorno 1/12/2009 parlerà anche del seguente dipinto:

Allegoria del Buon Governo, 1337-1340, di Ambrogio Lorenzetti

Il dipinto, esposto nella Sala della Pace, Palazzo Pubblico a Siena, contiene una simbologia straordinaria. Evidenzio le due figure principali, riconoscibili perché più grandi delle altre, rappresentano la Giustizia e il Governo/Bene Comune.

Dalla Giustizia parte una corda che arriva fino al Governo/Bene Comune trasportato dai cittadini (in basso). I dettagli si possono osservare molto bene nel dipinto a grande risoluzione.

Elenco alcune interpretazioni del collegamento rappresentato dalla suddetta corda trovate in internet, per ogni cut & paste è presente anche il link al documento originale:

Su Wikipedia:

la Giustizia sta seduta a un banco la Concordia, diretta conseguenza della prima, che dà ai cittadini le corde per muovere i piatti della bilancia della giustizia. Il corteo di cittadini va quindi verso il simbolo di Siena, la lupa con i due gemelli, sopra il quale si emana il Buon Governo, rappresentato da un monarca in maestà. A lui i cittadini offrono la corda per manovrare la Giustizia

Sul Comune di Siena:

Dai piatti della bilancia della "giustizia" si diparte un doppio filo, poi riunito dalla figura della "concordia" e consegnato da questa a ventiquattro cittadini che lo riconducono al "governo", a significare che la separatezza dei poteri.

Sul sito della Scuola di Educazione Civile di Alleanza Cattolica in Ferrara :

Dai piatti della bilancia scendono due corde che vengono tenute in mano da una donna seduta che rappresenta la Concordia……..La corda infatti prosegue il suo cammino finendo legata allo scettro tenuto in mano dal personaggio……

Sul sito dell'I.Re.F.

Dalle braccia della giustizia scendono due corde che vengono tenute in mano da una donna che rappresenta la virtù della Concordia…….. Queste corde, una volta unite dalla concordia – rappresentata con una pialla a significare che toglie le asperità, rende più lineari i rapporti – vengono tenute in mano da ventiquattro cittadini che camminano, e poi – come vedremo successivamente – sono annodate attorno al polso del Bene Comune.

Rinnovo l'invito a seguire qualunque incontro pubblico di Maurizio Viroli.

Altai, il nuovo romanzo dei Wu Ming

Esce oggi in libreria Altai, il nuovo romanzo di Wu Ming. La grafica di copertina è simile a quella del mio layout, particolarmente bella.

Per chi, come me, è stato all'incontro con i Wu Ming in biblioteca a Modigliana alla serata "10 anni dopo Q (aspettando Altai)" (al link sono pubblicati alcuni estratti audio della serata) la storia è già in fase di carburazione, letto il libro passerò a bazzicare il sito dedicato al libro per seguire ed eventualmente partecipare all'evoluzione della medesima. Siamo nel XVI secolo ai tempi della cosiddetta battaglia di Lepanto.

Nel calendario delle presentazioni è prevista anche una serata a Forlì il 9 dicembre.

Girolamo De Michele a Modigliana

Copertina del libro di Girolamo De Michele "Con la faccia di cera"Inizia AUTORJTINERA, il ciclo di incontri letterari organizzati dalla biblioteca di Modigliana.

Nel primo incontro, il 7 ottobre 2009 Girolamo De Michele presenta "Con la faccia di cera" edizioni Verdenero (l’ottima collana editoriale di Edizione Ambiente, all’interno del sito verdenero.it ci sono molti contenuti e video interessanti.

Ricordo che De Michele ha sempre pubblicato i suoi romanzi in copyleft e si possono trovare nel redivivo sito de iQuindici.

Il programma completo.

Filosofia a Misano Adriatico

La biblioteca di Misano Adriatico organizza il ciclo di incontri filosofici 2009 e lo incentra sul tema della bellezza. Gli incontri si terranno presso il cinema-teatro Astra di Misano, via d’Annunzio, 20
con inizio alle ore 21,00.

IL PROGRAMMA
Venerdì 9 Ottobre 2009
SALVATORE NATOLI
IL GRANDE STILE: estetica ed etica dell’esistenza

Giovedì 15 Ottobre
STEFANO ZECCHI
LE PROMESSE DELLA BELLEZZA

Venerdì 23 Ottobre 2009
ENZO TIEZZI
LA BELLEZZA E LA SCIENZA

Venerdì 30 Ottobre 2009
VITO MANCUSO
VERITA’ E BELLEZZA

Venerdì 6 Novembre 2009
ROBERTO ESCOBAR
IL BELLO DELLA POLITCA

Venerdì 13 Novembre 2009
MARCELLO VENEZIANI
ELOGIO E MALEDIZIONE DELLA BELLEZZA

Venerdì 20 Novembre 2009
REMO BODEI
L’EMOZIONE DELLA BELLEZZA: l’uomo di fronte agli spettacoli naturali

Venerdì 27 Novembre 2009
PAOLO PORTOGHESI
CHI SALVERA’ LA BELLEZZA?

fonte: www.biblioteca.misano.org

Festival di musica popolare a Forlimpopoli

Ci sono passato per caso qualche anno fa, ed è un festival veramente di musica popolare.

Trascrivo, riassumendo, l’incredibile programma dalla seguente pagina del sito organizzatore.

15° FESTIVAL DI MUSICA POPOLARE
Forlimpopoli 27 28 29 30 Agosto 2009
Rocca di Forlimpopoli

SUL FILO DELLA MEMORIA
Dai porti alle strade, dai campi alle piazze, dai bordelli alle culle
Quando la musica racconta

IL PIACERE DEL RACCONTO

Il nostro Festival di Musica Popolare compie 15 anni e la nostra Scuola di Musica Popolare si appresta ad iniziare il 24° anno di attività. Se all’inizio di tutto ciò, l’idea di scavare nei meandri delle musiche dei popoli, studiarle, riproporle, rielaborarle era esaltante, oggi, passato tanto tempo, la domanda amletica che spesso ci rivolgono, magari anche sfotticchiando un po’, è: “ma cosa è la Musica Popolare”? Il che ci mette in buca subito: esiste forse una musica “impopolare”?
Fino a qualche decennio fa, la risposta era più semplice. Quando il termine globalizzazione non esisteva e sistemi e mezzi di comunicazione erano arcaici, era facile capire che vi erano musiche tipiche dei popoli, testimonianze di abitudini, costumi, lavoro e rituali, nelle quali i popoli si identificano, nelle quali il popolo riconosce la “musica del mio paese”. Era molto facile per un sardo, appena orecchiato un “canto a tenores” dire “la musica della mia terra”, così come per un greco, senegalese, un magiaro e così via.
Francamente oggi è più probabile che un adolescente romagnolo si identifichi maggiormente in una serata all’insegna della tecno più assordante, piuttosto che in un saltarello o una polchetta.
La nostra risposta deve quindi cambiare? E qui, o ci perdiamo nei meandri dell’analisi socio linguistica e non ne usciamo più o propendiamo per la risposta attendibile e più semplice: la Musica Popolare è ciò che è sempre stato, quella che si tramanda, che si racconta.
Il nostro festival si caratterizza nel panorama italiano per avere sempre avuto un taglio tematico: in sintesi non ci interessa l’ennesimo festival folk generico. Certamente è un festival ed il tema per un festival non può che essere elastico e interpretabile dagli artisti invitati.
Cuore di questa edizione è quindi il racconto, la narrazione, la linfa stessa della musica popolare. Artisti di diversi paesi ci racconteranno, attraverso le loro poetiche, vite, passioni, tragedie, speranze dei loro paesi. Così Bevinda canterà la Saudade (nostalgia), espressione sì tipica del Fado portoghese, ma condizione di tutte le terre di mare. SalentOrkestra affronta il ricco repertorio della tradizione pugliese, dalle celebri pizziche derivanti dal tarantismo ai canti di lavoro e di racconto. I nostri cantastorie romagnoli Pietro Corbari e Licia Castellari presentano la storia dell’Oriente Bar e del suo Juke Box e NyckelOud ci farà scoprire ciò che può accadere quando il più arabo e il più europeo degli strumenti si incontrano. Janos Hasur, con il suo Gulasch, vero e musicato, ci farà gustare sapori e colori della sua Ungheria e dell’Est Europeo. In fondo, se tanta gente, dopo tanti anni, continua a partecipare con entusiasmo a questi incontri, rinnovandosi e aumentando, forse significa la Musica Popolare da raccontare ne ha ancora tante.

Marco Bartolini, Marco Tadolini
Scuola di Musica Popolare di Forlimpopoli

GIOVEDì 27 AGOSTO
Ore 21,00 Rocca di Forlimpopoli – Arena Cinema Verdi
ASPETTANDO IL FESTIVAL
GIOVEDì 27 AGOSTO
Proiezione del film:
L’ OSPITE INATTESO (The Visitor)

VENERDì 28 AGOSTO
Ore 21,00 Rocca di Forlimpopoli – Piazza Fratti

PIETRO CORBARI E LICIA CASTELLARI In Canto Nati (Romagna)
Oriente Bar, il juke box del cantastorie. Viaggio nel tempo fra le due sponde dell’Atlantico.

Pietro Corbari: Voce, chitarra, fisarmonica, narrazione
Licia Castellari: Voce, percussioni, narrazione

BEVINDA (Portogallo)
da Fatum a Luz: viaggio nella musica portoghese tra Fado e Musica d’Autore.

Bevinda canto
Philippe de Sousa, chitarra portoghese
Paul Jarret, chitarra acustica
Gilles Clément , chitarra acustica

SABATO 29 AGOSTO
Ore 21,00 Rocca di Forlimpopoli – Piazza Fratti

PIETRO CORBARI E LICIA CASTELLARI In Canto Nati (Romagna)
Oriente Bar, il juke box del cantastorie.
Viaggio nel tempo fra le due sponde dell’Atlantico.

Pietro Corbari: Voce, chitarra, fisarmonica, narrazione
Licia Castellari: Voce, percussioni, narrazione

SALENTORKESTRA
MARCO TUMA ( fiati)
GIANCARLO PAGLIALUNGA (tamburi a cornice, voce)
DARIO MUCI (bouzouki, chitarra, voce)
MASSIMILIANO MORABITO (organetto)
GIANLUCA LONGO (mandolino,mandoloncello, mandola, chitarra classica, chitarra battente)

DOMENICA 30 AGOSTO
Ore 20,00 Rocca di Forlimpopoli – Piazza Fratti

A cena con il musicista
Il Goulash di Janos Hasur
prenotazione raccomandata al 349 5042215 o musicapopolare@alice.it

Ore 21,00
JANOS HASUR (Ungheria)
Goulash: una ricetta e un violino: il gusto della musica e il suono del racconto.
NYCKELOUD (Belgio – Italia) Racconti, dai deserti alla Scandinavia.

Formazione:
Elias Nardi: Oud
Didier Francois: Nyckelharpa
Carlo La Manna: Contrabbasso
Emanuele Le Pera: Percussioni Arabe

DURANTE TUTTO IL FESTIVAL
esposizione della mostra Fotografica
LA SCUOLA ED IL FESTIVAL DI MUSICA POPOLARE: XX anni ed oltre di Internazionalismo
A cura di Marco Tadolini

FASCISMO, GUERRA E LIBERTà RICONQUISTATA NEI FOGLI VOLANTI POPOLARI
A cura di Gian Paolo Borghi in collaborazione con il Centro di Documentazione Storica del Comune di Ferrara

Museo Archeologico di Forlimpopoli
Museo Casa Artusi

Servizio di ristorazione con prodotti del territorio a cura di:
SAPORI TIPICI.it
"Frutta-Verdura & Prodotti Tipici consegnati a casa tua"
www.sapori-tipici.it

Mercato equo solidale in collaborazione con:
Amnesty International
Makalala
Equamente

Banco Cd, editoria ed informazioni corsi Scuola di Musica Popolare
Esposizione di liuteria tradizionale ed antica

biglietto proiezione giovedì 27:
intero 5€ – ridotto 3€
Biglietto spettacoli:
Intero 8€ – ridotto 6€
Abbonamenti spettacoli: 2 serate 10€ – 3 serate 12€