File urbani – Bologna

File Urbani è un programma in onda su radio 3 il fine settimana. Ogni puntata è dedicata alle musiche ed agli artisti musicali che "caratterizzano" una determinata città del mondo. Il seguente link porta alla pagina che elenca i file delle trasmissioni scaricabili in formato mp3. La mia collezione di città inizia ad essere piuttosto estesa (78 mp3 di quasi altrettante città) ed è un ottimo modo per viaggiare, perlomeno con le orecchie!

Bella anche la puntata dedicata alla città che più amo ed odio al mondo: Bologna. Attenzione, il link citato si aggiorna molto piuttosto velocemente.

ALTAI: intervista “monotematica” a Wu Ming. Riflessioni intorno alla figura di Yossef Nasi.

(di Anna Luisa Santinelli)
 
ATTENZIONE SPOILER. LETTURA CONSIGLIATA A CHI HA GIA' LETTO ALTAI
 
[Il collettivo Wu Ming ha da poco pubblicato per Einaudi il romanzo Altai  (pp. 411, € 19.50 ) ideale “seguito” di quel Q scritto nel lontano 1999 con lo pseudonimo Luther Blissett: in realtà, uno iato cronologico di quindici anni separa i due libri e le vicende in essi narrate. Poiché in rete esistono già valide interviste (*) su molteplici aspetti del romanzo, ho deciso di rivolgere a Wu Ming una serie di domande monotematiche, concentrando l'attenzione su di un solo personaggio, Yossef Nasi, figura portante nell'architettura del libro. Achtung! SPOILER!]
 
 
Battaglia di Lepanto - link alla pagina su wikipedia1) In Q si chiama João Miquez in Altai è Yossef Nasi, in pratica l'evoluzione, da un romanzo all'altro, dello stesso personaggio. Quali sono le differenze principali tra i “due” e soprattutto, tale diversità è condizionata dalla scomparsa in Altai di Beatrice de Luna?
WM: In Q la figura di João Miquez era in effetti subordinata a quella di Beatrice. In Altai è lui a venire in primo piano con tutto il suo carico di forza e ambizione. Tuttavia il rapporto che muta radicalmente da un romanzo all'altro è con ogni evidenza quello tra lui e il vecchio protagonista di Q. La relazione di amicizia che si è consumata nei quindici anni intercorsi e che noi non raccontiamo aleggia su tutta la seconda parte di Altai.
 

2) Il progetto sionista di Yossef Nasi e di sua zia – trasformare Cipro in una Terra Promessa per fuggiaschi, proscritti ed ebrei della Diaspora - poggia su basi storiche?  Dove finisce la Storia, dove inizia la finzione narrativa?

WM: Storicamente i Nasi diedero vita alla colonia di Tiberiade, che durò più di un secolo. Su Cipro non sappiamo invece quali fossero i progetti di Yossef Nasi, ma è certo che se il sultano turco avesse mantenuto la parola e l'avesse nominato sovrano dell'isola, Yossef Nasi sarebbe stato il primo re giudeo dopo quindici secoli di Diaspora. Noi abbiamo voluto immaginare quale sarebbe potuto essere il suo progetto, lo abbiamo reso ambizioso, perfino utopico. Conoscendo la grandiosa biografia del personaggio, non ci è sembrato inverosimile.
 

3) Come lettrice ho provato una sorta di “empatia a corrente alternata” verso questo personaggio dispensatore di fascino: il suo, è un impiego strumentale della religione – in tal caso siamo di fronte a un *politico puro* – o la sua essenza spirituale è un afflato sincero?
Il “vostro” Yossef Nasi chi è realmente?
WM: E chi lo sa!? Non è mai facile stabilire dei confini netti tra realismo politico e fede. In Yossef convivono entrambi gli elementi. Del resto, chi è più fedele? Chi si lascia martirizzare pur di non rinnegare la propria fede, o chi la conserva segretamente per poterla traghettare verso nuovi lidi e tempi migliori? I Nasi agirono sempre per conservare il patrimonio e il potere di famiglia, per aiutare gli ebrei perseguitati, per salvaguardare la cultura giudaica e creare una prospettiva politica, per diventare più forti. La loro visione teneva tutto questo assieme e li portava a convertirsi, a blandire monarchi e imperatori, ma senza perdere una visione collettiva. Questo loro atteggiamento venne visto da non pochi ebrei del loro tempo come una sorta di doppiezza opportunistica. Eppure non ci sono dubbi che Gracia e Yossef Nasi siano stati gli ebrei più importanti e famosi del XVI secolo. Gracia Nasi alias Beatriz de Luna è considerata ancora oggi una grande matriarca della storia giudaica.
 
4) Il rapporto tra Manuel Cardoso e Nasi è mutevole, varia nel corso della narrazione. È una corrispondenza padre/figlio, maestro/discepolo, leader/supporter, e infine sembra manifestarsi come fratellanza per convergenza d'intenti, saldata da stima e affetto. È così…?
WM: Sì. E' un rapporto archetipico ed esclusivo tra maschio "anziano" e maschio "giovane". E infatti taglia fuori le donne, chiunque esse siano. Quando il discepolo cresce, prende le distanze dalla figura paterna e agisce di testa propria, senza per questo smettere di amarla. Per riuscirci ha però bisogno del contatto con una seconda figura maschile, una specie di zio che è rappresentato da Ismail, e che fa il controcanto a Yossef. Alla fine Manuel riesce a compiere il processo di crescita che gli era sempre stato negato, ma avrà bisogno di riconciliarsi anche con lo spettro del femminino che lo insegue da sempre, con la figura materna. Soltanto questo sana la sua ferita, senza per altro esimerlo dall'espiazione, cioè dalle conseguenze pratiche delle proprie scelte.
 
5) La relazione omosessuale tra Yossef e David è poco marcata, resta sempre sullo sfondo delle vicende. È una scelta voluta quella di non esplorare l'aspetto affettivo/sentimentale di Nasi?
WM: Non ci interessava indagarla perché è chiaro che Nasi ha messo in secondo in piano la propria vita affettiva privata e non era questo il focus della nostra trama. Tuttavia sembra evidente che nel corso del romanzo il carico sentimentale di Nasi si sposta progressivamente da David a Manuel, che non è solo un "figliol prodigo" a cui passare il testimone. Ci sono un paio di momenti nella terza parte del romanzo in cui questo passaggio è suggerito, anche se il ritmo incalzante della trama può farli passare inosservati.
 
6) Nasi spinge all'azione e al mutamento interiore tutti i personaggi che lo affiancano. Anche il refrattario Ismail (fino a un certo punto, almeno). L'impressione è che Y.N. emerga come vero protagonista del romanzo, come origine di ogni cambiamento, come motore del flusso narrativo, anche più dell'io narrante…
WM: Questa impressione è dovuta al fatto che per larga parte del romanzo le fortune del protagonista e quelle di Yossef Nasi si sovrappongono. Alle soglie del finale però i due si dividono e affrontano separatamente il proprio destino, che è parecchio diverso per ciascuno di loro. Ad ogni modo è legittimo pensare che Altai abbia un doppio protagonista.
 
7) Per edificare il “giardino” di Cipro, Yossef N. decide di investire la realtà con lo scontro diretto, distruttivo e dispendioso. Mehmet Sokollu agisce invece secondo il principio obliquo della non-contesa, osserva l'avversario progettare il proprio fallimento.
Quali sono i limiti della prassi bellica scelta da Nasi? Quali i motivi della sua sconfitta?
WM: Nasi commette due errori. Il primo è di ordine strategico: pensare che la libertà possa nascere da un atto imperialista, mentre questo non può mai essere vero. Il secondo errore è piuttosto etico: pensare che si possa vincere con un solo colpo da maestri, che si possa battere la sorte una volta per tutte, realizzando il piano perfetto. Nasi pensa di poter far collimare tutto e di poter fregare tutti, avversari e alleati. E' la sua hybris a tradirlo. Per questo è la figura più tragica del romanzo.
 
(*) Per approfondire:
Sito ufficiale di Altai:

Maurizio Viroli al teatro Bonci a Cesena

UNO SCRITTORE LE SUE MUSICHE

Teatro A. Bonci – Cesena

sabato 28 novembre 2009 ore 21,00

MAURIZIO VIROLI/ Giuseppe Verdi

Presentazione del libro di Maurizio Viroli

Come se Dio ci fosse (Einaudi, 2009)

narrazione di Maurizio Viroli

leggono Denio Derni e Matteo Sintucci

al pianoforte Carlo Pari

prima rappresentazione
ingresso gratuito

 

 

Lo spettacolo si svolge con il pubblico sul palcoscenico.

A spettacolo iniziato non è possibile accedere al palcoscenico

 

fonte notizia

Ambrogio Lorenzetti e l’allegoria del buon governo

E' un piacere/dovere per me riportare  appuntamenti riguardanti il mio più illustre concittadino, non lo citerei solo se andasse in TV:

ISTITUTO ITALIANO PER GLI STUDI FILOSOFICI

Napoli 30 novembre – 4 dicembre 2009, ore 16.00
Maurizio Viroli (Università di Princeton):
LE IMMAGINI DELLA LIBERTÀ: ICONOGRAFIA E PENSIERO POLITICO NELL’ITALIA MEDIOEVALE E MODERNA
Lunedì 30/11, Le virtù politiche nella Cappella degli Scrovegni a Padova. – Martedì 1/12, Lo splendore e la gloria della libera città nel ciclo di Ambrogio Lorenzetti nella Sala dei Nove in Palazzo Pubblico a Siena. – Mercoledì 2/12, Ordine politico e ordine urbano nell’Umanesimo fiorentino. – Giovedì 3/12, L’esaltazione della libertà repubblicana nella Sala del Maggior Consiglio a Genova. – Venerdì 4/12, Il “Paradiso” di Paolo Veronese nel Palazzo Ducale di Venezia.

programma completo

Maurizio Viroli il giorno 1/12/2009 parlerà anche del seguente dipinto:

Allegoria del Buon Governo, 1337-1340, di Ambrogio Lorenzetti

Il dipinto, esposto nella Sala della Pace, Palazzo Pubblico a Siena, contiene una simbologia straordinaria. Evidenzio le due figure principali, riconoscibili perché più grandi delle altre, rappresentano la Giustizia e il Governo/Bene Comune.

Dalla Giustizia parte una corda che arriva fino al Governo/Bene Comune trasportato dai cittadini (in basso). I dettagli si possono osservare molto bene nel dipinto a grande risoluzione.

Elenco alcune interpretazioni del collegamento rappresentato dalla suddetta corda trovate in internet, per ogni cut & paste è presente anche il link al documento originale:

Su Wikipedia:

la Giustizia sta seduta a un banco la Concordia, diretta conseguenza della prima, che dà ai cittadini le corde per muovere i piatti della bilancia della giustizia. Il corteo di cittadini va quindi verso il simbolo di Siena, la lupa con i due gemelli, sopra il quale si emana il Buon Governo, rappresentato da un monarca in maestà. A lui i cittadini offrono la corda per manovrare la Giustizia

Sul Comune di Siena:

Dai piatti della bilancia della "giustizia" si diparte un doppio filo, poi riunito dalla figura della "concordia" e consegnato da questa a ventiquattro cittadini che lo riconducono al "governo", a significare che la separatezza dei poteri.

Sul sito della Scuola di Educazione Civile di Alleanza Cattolica in Ferrara :

Dai piatti della bilancia scendono due corde che vengono tenute in mano da una donna seduta che rappresenta la Concordia……..La corda infatti prosegue il suo cammino finendo legata allo scettro tenuto in mano dal personaggio……

Sul sito dell'I.Re.F.

Dalle braccia della giustizia scendono due corde che vengono tenute in mano da una donna che rappresenta la virtù della Concordia…….. Queste corde, una volta unite dalla concordia – rappresentata con una pialla a significare che toglie le asperità, rende più lineari i rapporti – vengono tenute in mano da ventiquattro cittadini che camminano, e poi – come vedremo successivamente – sono annodate attorno al polso del Bene Comune.

Rinnovo l'invito a seguire qualunque incontro pubblico di Maurizio Viroli.

Altai, il nuovo romanzo dei Wu Ming

Esce oggi in libreria Altai, il nuovo romanzo di Wu Ming. La grafica di copertina è simile a quella del mio layout, particolarmente bella.

Per chi, come me, è stato all'incontro con i Wu Ming in biblioteca a Modigliana alla serata "10 anni dopo Q (aspettando Altai)" (al link sono pubblicati alcuni estratti audio della serata) la storia è già in fase di carburazione, letto il libro passerò a bazzicare il sito dedicato al libro per seguire ed eventualmente partecipare all'evoluzione della medesima. Siamo nel XVI secolo ai tempi della cosiddetta battaglia di Lepanto.

Nel calendario delle presentazioni è prevista anche una serata a Forlì il 9 dicembre.

Girolamo De Michele a Modigliana

Copertina del libro di Girolamo De Michele "Con la faccia di cera"Inizia AUTORJTINERA, il ciclo di incontri letterari organizzati dalla biblioteca di Modigliana.

Nel primo incontro, il 7 ottobre 2009 Girolamo De Michele presenta "Con la faccia di cera" edizioni Verdenero (l’ottima collana editoriale di Edizione Ambiente, all’interno del sito verdenero.it ci sono molti contenuti e video interessanti.

Ricordo che De Michele ha sempre pubblicato i suoi romanzi in copyleft e si possono trovare nel redivivo sito de iQuindici.

Il programma completo.

Filosofia a Misano Adriatico

La biblioteca di Misano Adriatico organizza il ciclo di incontri filosofici 2009 e lo incentra sul tema della bellezza. Gli incontri si terranno presso il cinema-teatro Astra di Misano, via d’Annunzio, 20
con inizio alle ore 21,00.

IL PROGRAMMA
Venerdì 9 Ottobre 2009
SALVATORE NATOLI
IL GRANDE STILE: estetica ed etica dell’esistenza

Giovedì 15 Ottobre
STEFANO ZECCHI
LE PROMESSE DELLA BELLEZZA

Venerdì 23 Ottobre 2009
ENZO TIEZZI
LA BELLEZZA E LA SCIENZA

Venerdì 30 Ottobre 2009
VITO MANCUSO
VERITA’ E BELLEZZA

Venerdì 6 Novembre 2009
ROBERTO ESCOBAR
IL BELLO DELLA POLITCA

Venerdì 13 Novembre 2009
MARCELLO VENEZIANI
ELOGIO E MALEDIZIONE DELLA BELLEZZA

Venerdì 20 Novembre 2009
REMO BODEI
L’EMOZIONE DELLA BELLEZZA: l’uomo di fronte agli spettacoli naturali

Venerdì 27 Novembre 2009
PAOLO PORTOGHESI
CHI SALVERA’ LA BELLEZZA?

fonte: www.biblioteca.misano.org

Festival di musica popolare a Forlimpopoli

Ci sono passato per caso qualche anno fa, ed è un festival veramente di musica popolare.

Trascrivo, riassumendo, l’incredibile programma dalla seguente pagina del sito organizzatore.

15° FESTIVAL DI MUSICA POPOLARE
Forlimpopoli 27 28 29 30 Agosto 2009
Rocca di Forlimpopoli

SUL FILO DELLA MEMORIA
Dai porti alle strade, dai campi alle piazze, dai bordelli alle culle
Quando la musica racconta

IL PIACERE DEL RACCONTO

Il nostro Festival di Musica Popolare compie 15 anni e la nostra Scuola di Musica Popolare si appresta ad iniziare il 24° anno di attività. Se all’inizio di tutto ciò, l’idea di scavare nei meandri delle musiche dei popoli, studiarle, riproporle, rielaborarle era esaltante, oggi, passato tanto tempo, la domanda amletica che spesso ci rivolgono, magari anche sfotticchiando un po’, è: “ma cosa è la Musica Popolare”? Il che ci mette in buca subito: esiste forse una musica “impopolare”?
Fino a qualche decennio fa, la risposta era più semplice. Quando il termine globalizzazione non esisteva e sistemi e mezzi di comunicazione erano arcaici, era facile capire che vi erano musiche tipiche dei popoli, testimonianze di abitudini, costumi, lavoro e rituali, nelle quali i popoli si identificano, nelle quali il popolo riconosce la “musica del mio paese”. Era molto facile per un sardo, appena orecchiato un “canto a tenores” dire “la musica della mia terra”, così come per un greco, senegalese, un magiaro e così via.
Francamente oggi è più probabile che un adolescente romagnolo si identifichi maggiormente in una serata all’insegna della tecno più assordante, piuttosto che in un saltarello o una polchetta.
La nostra risposta deve quindi cambiare? E qui, o ci perdiamo nei meandri dell’analisi socio linguistica e non ne usciamo più o propendiamo per la risposta attendibile e più semplice: la Musica Popolare è ciò che è sempre stato, quella che si tramanda, che si racconta.
Il nostro festival si caratterizza nel panorama italiano per avere sempre avuto un taglio tematico: in sintesi non ci interessa l’ennesimo festival folk generico. Certamente è un festival ed il tema per un festival non può che essere elastico e interpretabile dagli artisti invitati.
Cuore di questa edizione è quindi il racconto, la narrazione, la linfa stessa della musica popolare. Artisti di diversi paesi ci racconteranno, attraverso le loro poetiche, vite, passioni, tragedie, speranze dei loro paesi. Così Bevinda canterà la Saudade (nostalgia), espressione sì tipica del Fado portoghese, ma condizione di tutte le terre di mare. SalentOrkestra affronta il ricco repertorio della tradizione pugliese, dalle celebri pizziche derivanti dal tarantismo ai canti di lavoro e di racconto. I nostri cantastorie romagnoli Pietro Corbari e Licia Castellari presentano la storia dell’Oriente Bar e del suo Juke Box e NyckelOud ci farà scoprire ciò che può accadere quando il più arabo e il più europeo degli strumenti si incontrano. Janos Hasur, con il suo Gulasch, vero e musicato, ci farà gustare sapori e colori della sua Ungheria e dell’Est Europeo. In fondo, se tanta gente, dopo tanti anni, continua a partecipare con entusiasmo a questi incontri, rinnovandosi e aumentando, forse significa la Musica Popolare da raccontare ne ha ancora tante.

Marco Bartolini, Marco Tadolini
Scuola di Musica Popolare di Forlimpopoli

GIOVEDì 27 AGOSTO
Ore 21,00 Rocca di Forlimpopoli – Arena Cinema Verdi
ASPETTANDO IL FESTIVAL
GIOVEDì 27 AGOSTO
Proiezione del film:
L’ OSPITE INATTESO (The Visitor)

VENERDì 28 AGOSTO
Ore 21,00 Rocca di Forlimpopoli – Piazza Fratti

PIETRO CORBARI E LICIA CASTELLARI In Canto Nati (Romagna)
Oriente Bar, il juke box del cantastorie. Viaggio nel tempo fra le due sponde dell’Atlantico.

Pietro Corbari: Voce, chitarra, fisarmonica, narrazione
Licia Castellari: Voce, percussioni, narrazione

BEVINDA (Portogallo)
da Fatum a Luz: viaggio nella musica portoghese tra Fado e Musica d’Autore.

Bevinda canto
Philippe de Sousa, chitarra portoghese
Paul Jarret, chitarra acustica
Gilles Clément , chitarra acustica

SABATO 29 AGOSTO
Ore 21,00 Rocca di Forlimpopoli – Piazza Fratti

PIETRO CORBARI E LICIA CASTELLARI In Canto Nati (Romagna)
Oriente Bar, il juke box del cantastorie.
Viaggio nel tempo fra le due sponde dell’Atlantico.

Pietro Corbari: Voce, chitarra, fisarmonica, narrazione
Licia Castellari: Voce, percussioni, narrazione

SALENTORKESTRA
MARCO TUMA ( fiati)
GIANCARLO PAGLIALUNGA (tamburi a cornice, voce)
DARIO MUCI (bouzouki, chitarra, voce)
MASSIMILIANO MORABITO (organetto)
GIANLUCA LONGO (mandolino,mandoloncello, mandola, chitarra classica, chitarra battente)

DOMENICA 30 AGOSTO
Ore 20,00 Rocca di Forlimpopoli – Piazza Fratti

A cena con il musicista
Il Goulash di Janos Hasur
prenotazione raccomandata al 349 5042215 o musicapopolare@alice.it

Ore 21,00
JANOS HASUR (Ungheria)
Goulash: una ricetta e un violino: il gusto della musica e il suono del racconto.
NYCKELOUD (Belgio – Italia) Racconti, dai deserti alla Scandinavia.

Formazione:
Elias Nardi: Oud
Didier Francois: Nyckelharpa
Carlo La Manna: Contrabbasso
Emanuele Le Pera: Percussioni Arabe

DURANTE TUTTO IL FESTIVAL
esposizione della mostra Fotografica
LA SCUOLA ED IL FESTIVAL DI MUSICA POPOLARE: XX anni ed oltre di Internazionalismo
A cura di Marco Tadolini

FASCISMO, GUERRA E LIBERTà RICONQUISTATA NEI FOGLI VOLANTI POPOLARI
A cura di Gian Paolo Borghi in collaborazione con il Centro di Documentazione Storica del Comune di Ferrara

Museo Archeologico di Forlimpopoli
Museo Casa Artusi

Servizio di ristorazione con prodotti del territorio a cura di:
SAPORI TIPICI.it
"Frutta-Verdura & Prodotti Tipici consegnati a casa tua"
www.sapori-tipici.it

Mercato equo solidale in collaborazione con:
Amnesty International
Makalala
Equamente

Banco Cd, editoria ed informazioni corsi Scuola di Musica Popolare
Esposizione di liuteria tradizionale ed antica

biglietto proiezione giovedì 27:
intero 5€ – ridotto 3€
Biglietto spettacoli:
Intero 8€ – ridotto 6€
Abbonamenti spettacoli: 2 serate 10€ – 3 serate 12€

Ken Saro vive

Questo blog ha sempre avuto in home page il link ad una poesia di Ken Saro Wiwa, uno scrittore africano morto diversi anni fa. E’ il mio personale "io so" riguardo i razzismi di ogni genere. Senza nessuna spiegazione su chi è stato Ken Saro risulta quantomeno incompleta come dedica. Per fortuna Simone Ceciliani, un ragazzo impegnato da tempo nelle periferie del mondo, ora in Nigeria, ha scritto recentemente un’ottimo articolo sulla sua storia.

"Se si portano via a un popolo tutte le sue risorse, gli si porta via la sua terra, se gli si avvelena l’aria, se gli si avvelenano i corsi d’acqua, gli si rende impossibile l’agricoltura e la pesca che rappresentano le attività principali della sua sopravvivenza…se tra gli Ogoni sono più i morti dei nati…allora si porta il popolo all’estinzione". Ken Saro Wiwa

Acido lattico online

Questo blog ha seguito ACIDO LATTICO quando è stato presentato a Forlì, quando l’autore Saverio Fattori l’ha presentato alla radio, ora (già da tempo a dir la verità) il romanzo ha raggiunto il Nirvana: è scaricabile online con licenza copyleft.

Per dare un’occhiata ai romanzi precedenti di Saverio Fattori basta digitare saverio dalla home page dell’editore Gaffi.