Il festival di Santarcangelo, Leo De Berardinis e wikipedia

La 38ª edizione del Festival di Santarcangelo torna a essere diretta “pro tempore” da Leo de Berardinis: il Suo silenzio si esprime ascoltandolo.

 

Il festival di Santarcangelo è la miglior occasione per ricordare Leo DeBerardinis attore e regista teatrale che si merita una pagina in wikipedia molto più dettagliata di un semplice abbozzo (come ora è appunto definita).

Ho approfittato del festival più bello che conosca, appuntamento irrinunciabile o quasi anche solo per respirare aria pulita e visitare nel miglior modo Santarcangelo, per inserire le opere teatrali di De Berardinis nella pagina di wikipedia a lui dedicata. Lo spirito di wikipedia: rendere accessibile a tutti la conoscenza, penso proprio che gli si addica, vedi il suo "Teatro e sperimentazione". Ho inoltre aggiunto anche il link al sito del festival di Santarcangelo, per modificare una pagina su wikipedia non ci vuole molto, occorre registrarsi, leggersi qualche convenzione riguardante anche la sintassi wiki, in seguito ad ogni modifica è meglio scrivere l’oggetto della stessa (io me ne sono accorto in ritardo), la guida essenziale è per definizione un buon punto di partenza. Chi vuole può semplicemente mandarmi integrazioni o evidenziarmi errori, scrivendomi tramite posta elettronica o commentando questo post.

Un consiglio a chi si reca a Santarcangelo di Romagna: in una stradina del centro storico, non mi ricordo bene dove, c’è un signore che ha girato praticamente tutto il mondo, un viaggiatore incredibile, di quelli che in Italia ci stanno qualche mese per raggranellare qualche spicciolo per poi rimettersi in viaggio, la sua "cantina" (una grotta che si addentra nelle viscere della terra, umida e fredda) è visitabile e si possono vedere foto bellissime.

Quest’anno al festival ci sono anche eventi per bambini, inoltre mi fa piacere evidenziare questo spettacolo di Paola Bianchi, oltre comunque al programma completo.

 

Wu Ming4 a Fahrenheit

Radio 3 podcastSegnalo con lentezza l’ottima intervista di Marino Sinibaldi su Radio3 a Wu Ming4, incentrata sul suo Stella del mattino.

I contenuti in breve e all’incirca:

  • il rapporto tra un luogo lontano come il medio oriente e l’ambiente accademico di Oxford;
  • il trauma rimosso della prima guerra mondiale;
  • i mondi paralleli degli autori di fantasy (J.R.R. Tolkien, C.S. Lewis);
  • l’attualità e la sopravvivenza dei miti;
  • la nascita dell’Iraq;
  • l’analisi dei vari personaggi del romanzo, da Lawrence d’Arabia a Nancy Nicholson;
  • i punti di contatto tra le vicende del romanzo e la storia letteraria dei Wu Ming (vedi qui.)

I podcast di Radio3 si confermano una vera manna per chi ha gli occhi stanchi di leggere o appesantiti dalle troppe ore passate davanti al computer, in particolare la trasmissione Fahrenheit, Radio3Scienza, Damasco e La storia in giallo sono le mie preferite (e recensite), in ogni caso ricordo che “la meglio intervista:-) è pubblicata proprio su Erba mate (recentemente linkata anche dal Gruppo Tolkieniano di Milano).

Riviste di informatica

E’ possibile scovare in rete ottime pubblicazioni che nulla hanno da invidiare alle riviste di informatica cartacee. Anzi, in quanto a prezzo, impatto ambientale e professionalità sono il meglio che si possa desiderare.

Un primo esempio è topolinux rivista che si focalizza sul sistema operativo Linux e gli
applicativi open source in generale, qui tutti gli arretrati liberamente scaricabili, da notare l’ottima grafica ed impaginazione che, per quel che mi riguarda è addirittura meglio di alcune riviste linux based.

Molto ben fatta è anche hax pubblicazione aperiodica rilasciata con licenza creative commons scaricabile direttamente dalla home page sotto forma di bellissimi pdf.
Nell’ultimo numero della rivista, il nr.4 offre tra le altre cose:

  • una rassegna di s.o. alternativi a windows e Linux, sicuramente di nicchia ma interessante.
  • “safari hacking, il software libero in Africa”, l’autore ci racconta la sua esperienza in Ghana, paese con gravissimi problemi umanitari ma con una robusta rete in fibra ottica, Microsoft Windows come fosse l’unico s.o. ecc.
  • inoltre: ci sono due racconti…. si insomma storie, di quelle vive, è inoltre possibile spedire un proprio racconto ad hax[at]cosenzainrete.it per avere la possibilità di vincere una t-shirt.

Infine: All’indirizzo http://www.piratpartiet.it è disponibile il numero di Maggio del giornale piratpartiet n.6con gli articoli seguenti:

Lorenzo De Tomasi: “Riflessione sui libri liberi”
Daniele Masini: “Firewall questo sconosciuto”
Fiorello Cortiana: “La Rete libera e i suoi amici”
Alessandro Bottoni racconto breve: “biometria”

Incontro con Stefano Tassinari a Forlì

GIOVEDI’ 15 MAGGIO 2008 – ore 19
Anna Luisa Santinelli
presenta
Stefano Tassinari con “IL VENTO CONTRO” (Tropea, 2008)
Basso Investimento, Via Bufalini 30, Forlì

Altre info sul sito di culturaprogetto

 

Balsami poetici in dialetto nostrano

Segnalo un bell’appuntamento tra il culinario ed il poetico all’agriturismo La Siba di Vecchiazzano, Forlì.

Venerdì 9 maggio 2008 ore 20.30

BALSAMI POETICI IN DIALETTO NOSTRANO

LETTURE DI GIOVANNI NADIANI, LAURA TURCI E DANILA ROSETTI

Convinti che la poesia faccia bene alla salute proponiamo una letture di poesia con

tre delle voci più significative del panorama poetico dialettale contemporaneo:

Giovanni Nadiani, Laura Turci e Danila Rosetti introduce Davide Argnani.

Cena con prodotti di stagione euro 20

Nel caso sia tutto prenotato si può optare per visitare le fattorie aperte l’11 e il 18 Maggio 2008. Al link specificato si può accedere alle informazioni dettagliate delle “fattorie aperte” in ogni provincia dell’Emilia Romagna, la mia preferita è nei dintorni di Bologna: la Dulcamara.

STELLA DEL MATTINO: INTERVISTA A WU MING 4

(di Anna Luisa Santinelli)

Stella del mattinoA breve l’uscita in libreria di Stella del mattino (Einaudi Stile Libero, euro 16,80) primo esperimentosolista per Wu Ming 4, incentrato sulla vita e l’opera di Lawrence d’Arabia.

1) Come è stata l’esperienza di scrittura solitaria? Come conciliare nel contempo la stesura del romanzo collettivo Manituana?

WM4: Scrivere da solo non è stato per niente facile, se non altro perché non c’ero abituato. Più di una volta mi sono ritrovato in panne, indeciso su come proseguire e perplesso su quanto avevo scritto. Quando lavori in gruppo hai la possibilità di un riscontro immediato su ciò che scrivi e puoi avvalerti di lettori/co-autori in tempo reale: ogni scelta narrativa e stilistica viene discussa da tutti. Proprio perché il collettivo era impegnato nella stesura di Manituana e poi nel lungo tour di presentazioni che è durato un anno, ho scelto col mio romanzo di navigare in solitaria fino a che non ho avuto tra le mani una prima stesura completa. Soltanto dopo ho dato in lettura il testo e abbiamo fatto l’editing tutti insieme, con l’apporto importantissimo di un sesto paio d’occhi, quelli di Severino Cesari di Stile Libero.

2) La sontuosa pellicola di David Lean (1962) propone un’immagine lineare e semplificata, da eroe romantico, di T.E.Lawrence. L’impianto del tuo libro è del tutto differente. Era necessario per te prendere le distanze da quell’impostazione e dall’inevitabile confronto con il film?

WM4: È stato uno dei problemi più grossi che ho dovuto affrontare. Quel film è talmente famoso che molti di noi quando sentono parlare di Lawrence d’Arabia visualizzano la faccia di Peter O’Toole anziché quella di Thomas Edward Lawrence. Ma la lettura del personaggio data da Lean è soltanto una delle tante possibili. Lawrence è una figura molto sfaccettata, tant’è che a oltre settant’anni dalla morte se ne continua a scrivere e a discutere. Inoltre Lean raccontava la storia contenuta ne I Sette Pilastri della Saggezza, cioè l’impresa bellica di Lawrence, e non diceva niente del prima e del dopo. Io volevo invece entrare a fondo nella complessità del personaggio, nel rapporto contraddittorio che innescò con il proprio mito, quindi avevo bisogno di raccontare qualcosa di più sul suo conto, di indagarne luci e ombre. Quello che mi premeva era una riflessione sull’ambiguità della figura archetipica dell’eroe, prima ancora che sulla figura storica di T.E. Lawrence.

3) Nel romanzo la figura di Lawrence d’Arabia è gradualmente narrata e ricomposta grazie allo sguardo di tre noti scrittori: J.R.R.Tolkien, R.Graves, C.S.Lewis.

Puoi dirmi come e quando è nato il tuo interesse per questa personalità affascinante e complessa?

WM4: È stata la storia contemporanea a portarmi sulle tracce di Lawrence. Ho letto I Sette Pilastri della Saggezza nel 2003, pochi mesi dopo l’invasione dell’Iraq da parte delle truppe anglo-americane. Da lì è iniziato un percorso di letture che mi ha portato lontano. Prima di tutto a scoprire che la storia si stava ripetendo e che si stavano commettendo gli stessi errori stigmatizzati da Lawrence all’inizio degli anni Venti. Poi mi ha portato a scoprire la coincidenza chiave del romanzo che avrei scritto, e cioè il fatto che immediatamente dopo la fine della guerra Lawrence si trovava a Oxford insieme ad altri personaggi destinati a diventare grandi narratori del XX secolo: Graves, Tolkien, Lewis. Tuttavia qualcosa li accomunava oltre la coincidenza spazio-temporale. In quel momento tutti loro erano intenti a cercare nella scrittura un modo di elaborare il trauma bellico o di archiviarlo, superarlo. In un caso mi ha aiutato il fatto che Graves e Lawrence furono davvero amici, mentre gli incontri con gli altri due personaggi me li sono immaginati. Un tipico caso di “what if”. Cosa sarebbe successo se Tolkien avesse incontrato Lawrence? E se Lewis avesse riversato sulla figura dell’eroe del deserto molte delle sue ossessioni giovanili? Però non si è trattato di un puro divertimento intellettuale, della serie “prendi dei tizi famosi, mettili assieme e vedi cosa succede”. Al contrario, ho pensato che ognuno degli altri tre potesse trasformarsi in una specie di investigatore, in grado di scoprire un aspetto della personalità e della vicenda di Lawrence. Ognuno di loro infatti rappresenta un punto di vista molto particolare su di lui, frutto della propria esperienza e delle proprie convinzioni.

4) La Grande Guerra (1914-18) si manifesta nelle pagine sotto molteplici forme: allucinazioni ad occhi aperti, guerriglia nel deserto, resoconti di attese in trincea, senso di inadeguatezza provato dai reduci sopravvissuti, incubi notturni, etc, etc.

Qual è stato l’aspetto che più ti premeva mettere in luce di quella tragedia epocale a cui i tuoi personaggi prendono parte?

WM4: L’autoconsapevolezza di chi ne uscì vivo. La Prima Guerra mondiale è stata un punto di non ritorno della storia contemporanea, una guerra già altamente tecnologica, ma combattuta ancora con strategie e mentalità ottocentesche. Questa abbinata produsse un massacro indiscriminato e inutile. Soprattutto rimpicciolì l’uomo, lo trasformò in un microbo davanti al potere distruttivo delle macchine, della burocrazia militare, della propaganda di stato. Nella Prima Guerra mondiale sono contenuti in embrione tutti gli orrori del XX secolo. Non a caso è proprio dal 1914 che Hobsbawm fa iniziare il Secolo Breve. Ecco, molti di quelli che combatterono quella guerra si resero conto che la storia occidentale aveva superato un confine di senso. Alcuni di loro cercarono il modo di comunicare questa “cattiva novella”, di scriverne, di elaborare l’orrore per poter continuare a vivere. Fu un’impresa improba, perché nessuno a casa sapeva niente di quello che era successo davvero al fronte e perché i traumi post-bellici devastavano le menti dei superstiti. Si trattò di una lotta contro l’afasia. A un certo punto, mentre scrivevo il romanzo, mi sono accorto che stavo raccontanto proprio questo, il potere terapeutico della parola, della scrittura. Un potere terapeutico non soltanto privato, personale, ma anche sociale e politico.

5) Nella narrazione il senso di colpa affiora spesso e non è riferibile solo a Lawrence, ma a tutti e quattro i protagonisti. Perché questo tema torna così di frequente?

WM4: Innanzi tutto perché in effetti è stato un leit motiv di chi tornò dalla Prima Guerra mondiale. In mezzo a quel macello vivere o morire era un caso della sorte e la domanda che molti dei superstiti si portarono a casa fu “perché io e non un altro?”. Noi europei contemporanei riusciamo a malapena a immaginare quale flaggello psichico sia stato per quei giovani dover fare i conti con il fatto che un terzo della loro generazione venne falciato sui campi di battaglia. Significa che tutti ebbero almeno un amico o un parente ucciso. Nei reduci si sviluppò un paradossale senso di colpa per essere sopravvissuti, quasi si trattasse di un tradimento, di un abuso di fortuna con cui dover fare i conti per il resto della vita.

Per quanto riguarda Lawrence le cose sono ancora più complesse, perché il ruolo ambiguo che aveva svolto durante la guerra, il suo doppio o triplo gioco, lo portò quasi alla schizofrenia. Il senso di colpa e il tema del tradimento sono chiavi di lettura imprescindibili della sua vicenda già durante il servizio attivo, in mezzo agli arabi, e ancora di più successivamente, quando venne innalzato alla fama internazionale. Fama che da un lato agognava, perché era ciò che aveva sempre desiderato, ma che dall’altro invece rigettava come frutto di un grande raggiro ai danni dei suoi compagni di lotta. In fondo è proprio questo che fa di lui un personaggio così complesso e letterariamente affascinante.

6) Nancy, moglie di R.Graves, riverbera le suggestioni socialiste provenienti dalla Russia rivoluzionaria, agisce e parla secondo un’ottica moderna. Come hai tratteggiato questa donna così anomala per la comunità conservatrice (Oxford) in cui vive?

WM4: Mi sono basato sulle testimonianze e le biografie. Nancy Nicholson è stata una femminista ante litteram, una personalità in grande anticipo sui tempi. I biografi di Graves e i critici della sua opera tendono ad attribuire all’incontro con la poetessa americana Laura Riding l’inizio della sua ricerca sul matriarcato e sul principio femminile rimosso nella mitologia occidentale. In realtà sono convinto che la sua prima musa sia stata proprio Nancy. Non certo nel senso classico del termine, visto che per Graves non fu un’ispiratrice, ma piuttosto una personalità con cui confrontarsi e scontrarsi, capace di individuare le sue contraddizioni di reduce-guerriero. Pur essendo un personaggio di seconda fila, credo che Nancy sia molto importante nell’economia del romanzo, perché nonostante l’evidente velleitarismo, dice cose giuste e mette il dito nella piaga. Il suo è il punto di vista radicalmente disincantato sull’eroismo, sul reducismo, su un certo afflato romantico che sotto sotto avvolge i ricordi dei sopravvissuti.

7) Sapresti dire, in sintesi, in che modo l’azione militare di Lawrence differisce dalla guerriglia - entro cui tuttavia è inscritta - più tradizionale?(*)

WM4: I grandi teorici della guerriglia del XX secolo - Mao, Ho Chi Minh, Che Guevara - furono leader politici che tradussero la dialettica marxista sul terreno della teoria militare. Per tutti loro la guerriglia era un momento transitorio di un più vasto scontro molare, che sarebbe stato coronato dal compimento della rivoluzione sociale. Lawrence non era marxista, le sue idee si rifacevano ai testi di Saxe e Willisen, gli strateghi “eretici” del XVIII e del XIX secolo, oscurati da Clausewitz. In sostanza Lawrence approdò a una concezione della guerriglia come assenza di scontro diretto, negazione della dialettica amico/nemico e della conquista territoriale. Nel romanzo non ho raccontato questi aspetti teorici, ovviamente, casomai ho mostrato come ogni bella idea possa infrangersi contro la durezza della realtà, riportando tutto alla brutalità dello scontro più sanguinoso, allo sconvolgimento emotivo che scatena la barbarie dei combattenti.

8 )I libri solisti sono più ostici e irti di quelli collettivi, lo sperimentare è più plateale

Così vi siete espressi in passato sui vostri lavori solisti: Stella del mattino come si discosta dai tratti distintivi più classici dello stile Wu Ming?

WM4: Credo che il mio romanzo rispetti i tratti distintivi del nostro lavoro. La differenza, se vogliamo, è che questa volta ho cercato di fare a meno di una trama rocambolesca, provando a concentrarmi di più sulle dinamiche psicologiche tra i personaggi e su quanto accade nella loro testa. La maggior parte dell’azione si svolge sotto forma di ricordo, di flash-back, oppure è azione emotiva, mutamento interiore. In questo senso quindi è vero che Stella del mattino è un romanzo che tenta di percorrere una strada leggermente diversa da quelli collettivi. La scommessa è stata proprio questa, in effetti: lavorare in profondità piuttosto che in estensione.

9) Al termine della lettura, il giudizio sull’enigmatico Lawrence d’Arabia rimane sospeso. Le ombre sono a malapena rischiarate dall’invenzione verisimile che il romanziere può permettersi. Perché il tuo colonnello Lawrence resta, almeno in parte, insondabile?

WM4: Perché non è possibile dire l’ultima parola su di lui. Lawrence è un personaggio talmente sfuggente e contraddittorio che non perderà mai il suo fascino. È proprio questa la sua “ricchezza”. Pretendere di risolvere l’enigma-Lawrence sarebbe stato non solo presuntuoso da parte mia, ma soprattutto avrebbe impoverito il personaggio. Certo mi sono concesso alcune scelte romanzesche, efficaci per la trama e non necessariamente fondate dal punto di vista delle fonti storiche. Ma del resto ho scritto un romanzo, non una biografia, quindi è chiaro che la fantasia ha giocato la sua parte. In questo Stella del mattino non si discosta dalla pratica del collettivo Wu Ming, che parte sempre da una solida base storica per elaborare trame verosimili e innestarci sopra l’invenzione narrativa.

(*) Per un’analisi più dettagliata della strategia di guerriglia condotta da T.E.Lawrence, si veda il breve saggio di Wu Ming 4, Sui fiumi di Babilonia.

Crescere o acrescere, una significativa discriminante per gli indecisi.

Movimento impatto zeroNon sono andato all’incontro a Forlì sulla decrescita ed il consumo critico ma per fortuna c’è chi mi fa un ottimo resoconto della serata. Mancava anche Latouche comunque, tra l’altro è appena uscito l’ultimo suo libro Breve trattato sulla decrescita serena.

Politiche 2008 e software libero

Leggo dal sito di Arturo Di Corinto che l’Associazione per il software libero sta promuovendo un’ottima iniziativa a favore di temi come il software libero e la difesa delle libertà digitali che, possono dare ulteriori… un minimo di stimoli a partecipare alle prossime politiche 2008.

Si può controllare la lista dei partiti i cui candidati non hanno espresso alcun interesse per le tematiche qui descritte.

 Si può firmare la petizione on line "Preferisco votare per il software libero!".

Ovviamente qualunque candidato può sottoscrivere le proposte per lo sviluppo e l’introduzione del software libero nella pubblica amministrazione.

Non paghi di leggere - The Disney trap atto secondo

Imperdibile il video su youtube di Monica Mazzitelli contro il prestito a pagamento in biblioteca. Una Pippi calzelunghe più autonoma che mai, guida i suoi amici libri (54 di Wu Ming, Blonde della Oates, Don Chisciotte, Amleto e tanti altri) verso la libertà…. di noi lettori. L’animazione è notevole e spassosissima, Monica Mazzitelli, con i tacchi a spillo per aria ed i capelli viola, se / ve / me la gioca proprio bene. Chi si fosse perso la puntata precedente può guardare il primo atto: The Disney Trap: How Copyright Steals our Stories.

Gli ultimi libri che ho preso in biblioteca pochi giorni fa sono di Giulio coniglio e della Pimpa con mia figlia, un’infanzia felice… per ora.

Silvano Agosti a Damasco

Silvano Agosti oltre ad essere regista gestisce anche il cinema Azzurro Scipioni a Roma, è l’autore di "Lettere dalla kirghisia", noto ora che il mio cognome è un diminutivo del suo, il mio nome ha solo una lettera in meno ed inizia con Si. Le analogie tra me e lui purtroppo :-) finiscono qui, ma è un piacere ascoltare la sua visione del mondo, tanto semplice e meravigliosa che solo un bimbo di 4 o 5 anni potrebbe aderirvi senza ripensamenti o preconcetti.

Damasco è una interessante trasmissione radiofonica nella quale, per una settimana circa, l’ospite descrive i libri che lo hanno folgorato sulla via di Damasco, appunto.

Le puntate di Agosti sono ancora scaricabili qui, eventualmente rintracciabili qui. Consiglio di ascoltare in streaming anche Eugenio Finardi cantante nato dentro uno strumento musicale!

 

Next Page »